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Del Corvo: il candidato sindaco per Celano

di Lucia Ottavi

L’attuale presidente della provincia di L’Aquila Antonio Del Corvo, domenica 8 marzo, ha annunciato ai cittadini di Celano la sua candidatura alle prossime elezioni amministrative e lo ha fatto da solo, dopo lo strappo dal gruppo “Una città d’amare”, creato per le elezioni insieme al sindaco uscente l’onorevole Filippo Piccone ed a seguito della separazione dal partito Ncd.

A distanza di qualche giorno da quell’incontro che lo ha visto protagonista assoluto di un movimento da lui stesso creato “Celano solidale”, l’unico candidato per ora in corsa per l’incarico di sindaco del Comune di Celano Antonio Del Corvo ha rilasciato alla nostra redazione un’intervista esclusiva su questa nuova ed importante avventura politica.

Perché Presidente Del Corvo ha deciso di candidarsi a sindaco di Celano? Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a scendere in campo?

Dopo l’esperienza accumulata in questi cinque anni in provincia, mettersi al servizio della Città può essere un modo per rendere un servizio di qualità. Io credo che oggi, se i cittadini vorranno, sarei in grado di amministrare nel miglior modo possibile il mio paese. Metterò al servizio dei cittadini le competenze acquisite durante questi anni, attraverso la conoscenza di realtà amministrative differenti.

Lei in passato ha ricoperto la carica di vice sindaco del comune di Celano. Come sono cambiate le esigenze della sua Città da allora rispetto ad oggi?

Le esigenze sono cambiate in modo radicale. All’epoca si parlava solo e soltanto di infrastrutture e di urbanizzazione, oggi il problema principale è il lavoro, per cui un’amministrazione locale deve mettere al primo punto il problema occupazionale. Credo che sia il momento che anche gli enti locali, così come fanno le regioni, le province e il governo, si attivino in quel settore. Il comune, se vuole, può fare tanto per questa importante problematica. Nel passato non si è mai fatto, perché era una materia di competenza di altri enti. Le regole comunitarie lo permettono, quindi, non vedo alcun motivo per cui il comune non possa dedicarsi a borse lavoro, stage formativi o quant’altro.

Ha deciso di scendere in campo da solo, rompendo i vecchi legami, oppure ci sono margini per trattative ed alleanze?

Noi siamo aperti a tutti. Il fatto di aver abbandonato il tavolo che si era formato, deriva da una mancanza di una strategia politica concreta di quel tavolo, per cui ho pensato di organizzare un movimento per conto mio, tra l’altro con un risultato inaspettato, vista l’affluenza che abbiamo avuto alla prima manifestazione, che è stata il doppio rispetto alle nostre aspettative. Questo significa che la gente, nonostante questa politica vituperata ogni giorno da scandali di ogni tipo, ha necessità, ha bisogno della politica, ma della politica con la P maiuscola.

Qualche giorno fa si è recato a Sulmona per incontrare il presidente regionale di Forza Italia Nazario Pagano e la senatrice Paola Pelino. Si parla di un suo rientro in Forza Italia. Quanto c’è di vero in questo?

Era già da tempo che venivo sollecitato, in quanto il partito di Forza Italia sta cercando di riorganizzarsi. Io credo in quello che ha detto l’altro giorno il presidente del partito popolare europeo “se il centro destra è unito si vince”, ed in Francia questo è successo, per cui rientrare in un partito più grande e più strutturato, credo che sia il modo migliore per raggiungere questo obiettivo, cioè riunire il centro destra e creare un’alternativa a livello locale, a livello regionale, ma anche a livello nazionale, perché altrimenti il presidente Matteo Renzi ce lo terremo per i prossimi venti anni.

Secondo lei quale sarà il futuro di Forza Italia e di Silvio Berlusconi a livello nazionale?

Quale sarà il futuro oggi non lo sa nessuno, non lo sappiamo a livello locale e non lo sanno, secondo me, neanche a Roma. E’ chiaro che si stanno elaborando delle strategie. Il problema del centro destra è sempre il solito, l’individualismo, molto spesso le varie iniziative che si sono cercate di mettere in campo non hanno trovato persone in grado di fare un passo indietro e di mettersi a servizio degli altri, ma alla fine questo dovrà succedere, con quale leader? Silvio Berlusconi.

Chi sarà, secondo lei, l’erede di Silvio Berlusconi?

Oggi non possiamo saperlo, sicuramente il partito nella fase iniziale sarà rappresentato da Silvio Berlusconi. Nella fase successiva vedremo. Ci sono stati diversi errori, anche da parte di altri leader, che oggi avrebbero potuto recitare un ruolo all’interno della nuova configurazione del partito, ma per scelte personali hanno voluto intraprendere strade diverse, come Gianfranco Fini, Angelino Alfano, Giorgia Meloni. Quest’ultima ha tentato di ricostruire il centro destra e diverso tempo fa c’è stato un incontro in Umbria, poi nulla più, il motivo di ciò è semplice, nessuno ha voluto mettersi a disposizione del gruppo. Nel partito ci sono troppi generali e poche truppe.

Ritornando a parlare della sua candidatura alle prossime amministrative, i rappresentanti di Forza Italia di Celano, Guido Piperni, Cesidio Piperni e Adelio Di Loreto, hanno commentato così in un articolo pubblicato sul Capoluogo il suo incontro avuto con i vertici di Forza Italia: “non possiamo accettare decisioni calate dall’alto. Se questo ingresso è davvero l’anticamera della candidatura di Del Corvo, riteniamo che questa sia la strada sbagliata. Se invece fosse vero che c’è buona fede nella sua decisione, invitiamo lo stesso Del Corvo a sedersi con noi intorno a un tavolo, affinché con il confronto e anche con il suo contributo si possa giungere a una sintesi per trovare il candidato sindaco più adatto per il futuro di Celano”. Cosa risponde a Guido Piperni, Cesidio Piperni e Adelio Di Loreto?

Credo che dietro a queste affermazioni ci sia un retro pensiero, in quanto non mi risulta che questo gruppo abbia un candidato a sindaco con il quale confrontarsi. Quando loro esprimeranno un loro candidato a sindaco sicuramente ci confronteremo, se è un candidato migliore di me, lo accetteremo. Poi, un altro retro pensiero riguarda il collegamento tra la mia candidatura a sindaco e il rientro a Forza Italia, potrebbero essere due cose che viaggiano su linee paralleli, certo è che, se convergeranno, sarà un punto di forza per Antonio Del Corvo, ma sarà un punto di forza anche per Forza Italia.

Si sente più un sindaco di una lista civica?

Sicuramente! Oggi andare con il simbolo in un comune come Celano di 12 mila abitanti, non credo che sia auspicabile. Comunque, non mi sembra che neanche gli altri partiti stiano scegliendo la strada del “simbolo”, lo stesso PD parla di lista civica, ed è il partito di maggioranza che governa sia a Roma che in regione. Credo che sia una scelta obbligata, e poi la stessa gente non ci capirebbe se facessimo scelte di parte. Oggi un’amministrazione deve guardare a quelli che sono i problemi di una Città e cercare di dare le possibili soluzioni, queste sono le vere sfide. Io credo che sarà una campagna elettorale centrata più su queste tematiche che su discorsi politici. Se oggi organizziamo un evento avente per oggetto le strategie politiche nazionali credendo di coinvolgere i cittadini, credo che avremo cinque presenze.

Il programma elettorale di “Celano solidale” e del suo candidato sindaco Antonio Del Corvo?

Lo abbiamo presentato nella manifestazione organizzata domenica 8 marzo, di fronte a quasi quattrocento persone. Al primo punto abbiamo il lavoro, poi la risoluzione di un problema importante per Celano, ossia la ricostruzione post terremoto, in quanto è il comune “fuori cratere” che ha il più alto numero di fabbricati danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009. Infatti all’epoca ci fu una vera e propria polemica inerente l’ingresso di Celano nei comuni facenti parte del “cratere”. Celano ha 54 aggregati, ci sono comuni all’interno del “cratere” che neanche ce li hanno 54 aggregati. Questi sono dati oggettivi, non lo sto dicendo io, perché sono le schede che la protezione civile ed i tecnici hanno redatto, non stiamo parlando di qualcosa che è uscito fuori adesso.

Come si potrà affrontare questa problematica?

Potrebbe essere un volano per l’economia locale, perché parliamo di decine di milioni di euro che devono arrivare nel territorio. Il fatto che ad oggi i fondi non sono giunti a destinazione è dovuto ad una mancanza di organizzazione del comune. Adesso l’ultima delibera CIPE ha destinato 134 milioni di euro per i comuni fuori cratere, se i comuni si organizzano sicuramente riescono ad intercettare questi fondi. I comuni più grandi che hanno maggiori esigenze, sono Sulmona e Celano. Nel comune di Celano ci sono diverse famiglie che dal 2009 non sono ancora rientrate a casa.

Il bilancio del comune di Celano, nel mese di ottobre 2014, è stato bocciato dal consiglio, questo causò la caduta dell’On. Filippo Piccone. Come commenta la vicenda?

Questa è stata una strategia che non ho condiviso. Io fui uno di quelli che ha cercato fino all’ultimo di convincere i consiglieri a non votare contro il bilancio. La città non ti capisce, tu fai bloccare un comune, un bilancio e quindi investimenti, perché devi fare una battaglia politica, e poi a distanza di 6 mesi dalle elezioni. Non ha senso, se vuoi fare una battaglia politica, la fai diversamente. A sbagliare, comunque, è stata anche l’opposizione. Ne doveva uscire un’opposizione forte, alternativa, ma l’opposizione oggi non riesce ad esprimere neanche il suo candidato a sindaco. Vorrei sapere chi sono gli altri candidati sindaci. Forse non li riescono a trovare.

Un sentito ringraziamento a Antonio Del Corvo dalla redazione [i]IlCapoluogo.it [/i]per l’intervista che ci ha gentilmente concesso.

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