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Punti nascita, continua lo scontro

Anche il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci interviene sullo spinoso tema dei punti nascita.

«La vicenda dei punti nascita e della loro chiusura – sottolinea in una nota – è una questione complessa da gestire per gli aspetti sociali che tocca e rappresenta e per il lavoro di recepimento e di adeguamento amministrativo e politico cui ci costringe il disposto normativo nazionale. Ma voglio smentire le voci che dipingono la maggioranza del Consiglio regionale d’Abruzzo come incapace di parlare anche a se stessa, come dichiarano alcuni colleghi della minoranza, sottolineando con soddisfazione, invece, la volontà del presidente della Regione Luciano D’Alfonso di lavorare ancora per mettere a punto, identificare e esibire un’azione politica che abbia efficacia e giustezza sociale, politica e amministrativa. Una soluzione che non può prescindere dalla particolarità orografica e dalla complessità delle nostre aree interne e che quindi non faccia parti uguali fra diseguali in Abruzzo».

«E’ questo – spiega Pietrucci – il senso preciso della dichiarazione del presidente D’Alfonso relativa allo spostamento del lavoro per la ricerca di una soluzione soddisfacente sui tavoli del ministero, dunque direttamente con la ministra Lorenzin, in una delegazione di cui farò parte insieme al Presidente, ai colleghi consiglieri e certamente ai sindaci dei territori coinvolti nella vicenda».

Il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, tuttavia, continua ad essere perplesso.

«Quello che sta avvenendo intorno alla questione dei Punti nascita ha davvero dell’incredibile, come è assurdo il comportamento del presidente D’Alfonso e della sua maggioranza», afferma. «D’Alfonso – argomenta Febbo – durante il Consiglio regionale ha annunciato, come nel suo stile, un incontro con il ministro Lorenzin per discutere di possibili deroghe alla chiusura, in particolare per una città che ha nel cuore e che ieri ha visto ancora una volta il sindaco in prima fila. Una dichiarazione d’amore rivolta chiaramente a Sulmona e questo non può essere accettato visto che ci sono altre 3 importanti centri della nostra regione, Ortona, Atri e Penne, che attendono con il fiato sospeso. Avremmo preferito ascoltare il presidente della Regione dichiarare il suo affetto, e con esso una dichiarazione di intenti, per tutte le città coinvolte e senza nessuna preferenza».

«Sono assolutamente condivisibili le motivazioni, soprattutto orografiche – prosegue Febbo – alla base della richiesta di deroga per Sulmona, ma sono altrettanto forti quelle che potrebbero evitare le chiusure di Ortona (che ha superato la soglia dei 500 parti, come da numeri certificati, e possiede alti standard in termini di sicurezza e qualità del servizio offerto); ma le questioni orografiche valgono anche per Atri (che tra l’altro ha numeri di tutto rispetto) e Penne, senza considerare che le chiusure di questi Punti nascita causerebbero un preoccupante ingolfamento di ospedali come Chieti e Pescara che sono già al limite (e oltre). Su Ortona, però, ci sono delle precise responsabilità del sindaco D’Ottavio che non solo ha brillato per la sua sconcertante latitanza ai tavoli istituzionali, alle sedute del Consiglio (eccetto ieri), alle varie riunioni ma non è riuscito a coinvolgere il territorio come ha fatto invece il suo collega Ranalli; il Primo cittadino di Sulmona è stato sempre presente e al suo fianco c’erano gli altri 25/30 sindaci della Valle Peligna e dell’Alto Sangro. Ma probabilmente D’Ottavio si è fatto incantare dalla promesse di Paolucci e D’Alessandro».

«Quella di D’Alfonso al termine della seduta di lunedì – aggiunge Mauro Febbo – può essere classificata come la classica boutade di chi ci ha abituato ad annunci roboanti come la visita del Premier Renzi (mai arrivato in Abruzzo) o quella dello stesso Ministro Lorenzin (non pervenuto). Sbugiardato anche su questo il Presidente ha cambiato strategia, annunciando che sarà lui stesso ad andare a Roma (e sarà più difficile scoprire se l’incontro è avvenuto realmente). Ma è la stessa maggioranza di centrosinistra ad allinearsi al suo Presidente e proprio per il Consiglio straordinario di lunedì aveva annunciato ufficialmente, con tanto di comunicati stampa interforze, l’arrivo in aula di una nuova risoluzione sui Punti nascita. Ovviamente ciò non è avvenuto. E’ evidente che i colleghi del centrosinistra non sono stati in grado di formulare il tanto sbandierato documento già nel corso dell’annunciata riunione di maggioranza di sabato scorso, non essendo riusciti a trovare la quadra tra le varie correnti interne: da un lato il tandem Commissario ad acta – Assessore alla Sanità e dall’altro alcuni Consiglieri, rappresentanti dei vari territori coinvolti, che premono per una sospensione del Decreto. Tra l’altro – conclude Febbo – il Consiglio regionale di lunedì è iniziato con ben 2 ore di ritardo proprio per permettere alla maggioranza un ulteriore tentativo di sintesi, andato anche questo a vuoto».

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