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8 marzo 2015: altro giorno di ordinaria violenza maschile

di Lina Faccia*

Vasto, una donna viene strangolata con un cavo elettrico dal suo compagno.

Secondo gli inquirenti, stando alla notizia riportata dalla stampa, si tratterebbe di un delitto passionale e l’uomo, ci fa sapere il suo avvocato, “è molto provato”, “chiede scusa”.

Di nuovo. Di nuovo troppa “passione”. Di nuovo un uomo talmente innamorato della sua compagna da doverla uccidere per placare la sua passione.

Basta! Basta chiamarli delitti passionali. Qui la passione non c’entra proprio nulla.

Tutte le volte che un uomo umilia, maltratta, picchia, stupra, uccide una donna, la passione non c’entra nulla. Nulla.

Poche ore prima, Avezzano. Una ragazza, né moglie né madre di famiglia. Fa la ballerina. Incontra un uomo nel locale dove lavora, forse le sembra anche gentile, visto che le offre un passaggio in macchina. Lui deve aver pensato: “ci sta…”. Del resto è una ballerina in un night club. E questo deve essergli bastato perché pochi minuti dopo, lui la trascina in aperta campagna, le punta un coltello alla gola e la stupra.

La stampa riporta la notizia con tanto di foto di una donna seminuda in tacchi a spillo, quasi a voler suggerire al lettore che in fondo se l’è cercata.

Il Centro Antiviolenza dell’Aquila ha già avuto modo di ribadire come Parte Civile nel processo per lo stupro di Pizzoli, fino all’ultimo grado di giudizio in Corte di Cassazione, che nessuna interpretazione maschile può sostituirsi alla volontà della donna ad acconsentire ad un rapporto sessuale, se questa non è chiaramente ed inequivocabilmente espressa.

E ancora una volta ribadisce il fatto, che in casi come questo, non è sotto indagine la donna, il suo modo di vivere, il suo lavoro, le sue abitudini. Lei è stata stuprata. Lei è la parte offesa, non l’indagata.

Il fatto che questi due episodi siano accaduti nel giorno dell’otto marzo, non li rende più gravi. Semmai indica, una volta ancora, che la violenza maschile nei confronti delle donne è una scandalosa, oscena e abominevole consuetudine.

[i]*per il Centro Antiviolenza di L’Aquila[/i]

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