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Ricostruzione frazioni: «Basta false promesse»

L’associazione “Salviamo Paganica” protesta contro l’amministrazione comunale dell’Aquila, denunciando «continue false promesse in merito alla ricostruzione delle frazioni».

«Erano i primi giorni del 2015 – scrivono i portavoce dell’associazione in una nota – quando il penoso crollo di un edificio dall’alto valore simbolico come l’ex sede comunale di Paganica suscitò indignazione e sconforto tali da non passare inosservato agli occhi

dell’informazione locale. In seguito emersero i primi inconfutabili dati sulla ripartizione delle risorse

impiegate finora nella ricostruzione, con la città dell’Aquila beneficiaria della quasi totalità del paniere

disponibile, mentre le briciole sono costrette a litigarsele le numerose e affamate (di ricostruzione) frazioni. Intanto già da tempo, i consorzi obbligatori per la ricostruzione di Paganica, costituitisi in comitato,

insorgevano contro l’immobilismo del Comune nei confronti delle frazioni. Poi la visita in comune del sottosegretario con delega alla ricostruzione onorevole Paola De Micheli, la quale dichiara: “[i]Mi hanno assicurato che la ricostruzione procede bene anche nelle frazioni dell’Aquila e nei comuni del cratere sismico[/i]”. Evidentemente qualcuno degli amministratori comunale era in vena di burle quel giorno, pazienza! Ma lo spirito dei frazionisti è ancora vivo e non si rassegna al destino di incuria e abbandono prospettato e premeditato dai gerarchi della ricostruzione aquilana e così Onna Onlus scrive una missiva direttamente al sottosegretario De Micheli, oltre che a tutta la governance abruzzese, missiva in cui denuncia lo stato di abbandono in cui versano Onna e le altre frazioni del comune, come anche le promesse e le continue dichiarazioni (passerelle) degli amministratori locali. La questione di una ricostruzione a due tempi e della evidente disparità di trattamento tra città e frazioni incendiano il dibattito politico. Il Sindaco e la sua giunta in un rigurgito di sincerità (cui non sono abituati) sono costretti ad ammettere i ritardi e subito danno inizio al teatrino dello scaricabarile.

Da pochi giorni la questione della mancata ricostruzione delle frazioni è tornata nuovamente al centro della

sezione “promesse”, l’assessore alla Ricostruzione Di Stefano ha da poco dichiarato che in estate partiranno

i primi cantieri delle frazioni, uno per ogni frazione, e addirittura due in quelle più grandi, come Paganica.

“[i]Credo che ce la faremo, a vedere i cantieri aperti, a estate inoltrata[/i]” ha dichiarato fiducioso. Peccato che

già a seguito di una pubblica assemblea nella piazza “Grande” di Bagno datata 12 luglio 2014 alla quale

presero parte Giovanni Lolli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto e lo stesso di Pietro Di Stefano,

l’obiettivo dichiarato era quello di quindici cantieri, uno per ciascuna delle 13 frazioni più danneggiate,

un’altra volta eccetto Paganica, dove dovevano essere due-tre cantieri essendo il centro storico più grande».

«Se all’Aquila “Cantieri dell’immaginario” è un piacevole evento estivo culturale fatto di spettacoli ed eventi

con musica, teatro e danza, nelle frazioni sono quei cantieri che si agitano nella sempre fervida mente

dell’amministrazione comunale – aggiungono i portavoce dell’associazione “Salviamo Paganica” – Per i prossimi anni quindi invitiamo con educazione l’assessore Di Stefano, come anche il resto di questo circo di amministrazione comunale, a non fare più promesse, almeno quando queste coinvolgano il nome di Paganica, e rimandiamo il tutto al giorno in cui dopo 6 o più anni dal terremoto, i due, o addirittura i tre cantieri più volte paventati siamo effettivamente in opera».

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