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Il M5S non vuole il Bracco ‘culturale’

Il consigliere regionale (ex M5S) Leandro Bracco, dopo il sì dato alla delega alla ‘Cultura, Estetica e Creatività’, ha firmato la sua condanna a morte. E’ scattata, infatti, la sospensione dal Movimento 5 Stelle perché egli avrebbe, senza remore, accettato l’offerta del governatore Luciano D’Alfonso.

La decisione è stata presa in base ad una ferrea richiesta partita dagli altri consiglieri regionali abruzzesi grillini i quali, inutile negarlo, hanno considerato l’accettazione come un vero e proprio ‘alto tradimento’. La mossa di Bracco, infatti, ha suscitato l’ira e l’indignazione di tanti attivisti.

Prossima mossa vociferata, la richiesta di dimissioni da parte del consigliere. Ma Bracco non ci sta e prova a discolparsi e a fare chiarezza, attraverso il suo profilo Facebook. [i]’Nessuno si è venduto e nessuno si venderà'[/i], scrive.

Il social network Facebook, quindi e in parte, lo avrebbe già condannato. Ma il neo consigliere con delega alla Cultura non demorde e continua la sua battaglia in nome della trasparenza e del rispetto per chi lo ha votato e ha riposto in lui la fiducia.

I suoi colleghi pentastellati, nel frattempo, avrebbero convocato riunioni dalle quali lo avrebbero escluso, come la recente adunanza per l’individuazione dei grandi elettori in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica.

Bracco, inoltre, avrebbe ricevuto una mail con cui gli avrebbero dato 10 giorni di tempo per scrivere le controdeduzioni. Ma lui non ci sta e va avanti tutta.

Se sarà espulso, ammette alla stampa, andrà nel gruppo misto, sempre in quota minoranza e continuerà a restituire una parte dei soldi indietro, così come fa dal primo mese.

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