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Ricostruzione privata: «Stop alla migrazione dei dipendenti»

«E’ bene continuare a fare chiarezza sulla situazione della ricostruzione della nostra città, in particolare su quella che è la situazione che si vive all’interno degli uffici della Ricostruzione Privata». A sottolinearlo, attraverso una nota congiunta, sono i consiglieri comunali Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta) e Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022).

«Ricordiamo – spiegano i consiglieri – che è stato esperito un “concorsone” per 128 assunzioni che sarebbero servite ad assicurare, insieme con il lavoro dei dipendenti precari, sopravvissuti in questi anni senza garanzie di futuro e che pure hanno affrontato un concorso pubblico, procedure amministrative rapide in merito alle numerose pratiche pervenute. Scopriamo poi a inizio 2015 che, con la scadenza del contratto con la società Abruzzo Engineering, l’ufficio non è in grado di portare avanti le procedure di pagamento dei Sal. Cerchiamo di capire come sia possibile».

«Innanzitutto – argomentano i consiglieri – i dipendenti assunti con concorso Ripam non sono 128 ma 127 e qualcosa già non torna. Di personale effettivamente impiegato nelle attività immediatamente collegabili alla ricostruzione, diretta o indiretta, ne troviamo 78, di cui 35 negli uffici della Ricostruzione privata, 28 in quelli della Ricostruzione pubblica, 7 nel settore Assistenza alla popolazione e 8 in quello Economico finanziario. E le altre 49 unità? Si trovano un po’ in tutti i settori e, a parte alcuni casi legati ad attività collaterali alla ricostruzione come gli uffici Ambiente, a cui fa capo il servizio Usi civici, tutto ciò non è sostenibile. Risultano infatti 16 dipendenti al settore Pianificazione, 12 a quello Risorse umane–Centrale Unica di Committenza, 5 al settore Attività produttive, 4 agli uffici Affari Generali, 1 all’Avvocatura. Ma c’è anche qualche ulteriore stranezza: abbiamo una persona, per di più di profilo tecnico, distaccata all’Ufficio speciale per la Ricostruzione. Questo è proprio il colmo».

«Convinti che la mole di lavoro sia aumentata in tutti i settori – aggiungono i consiglieri – siamo dell’idea che la richiesta accorata da parte del settore Ricostruzione Privata di avere più personale possa e debba essere accolta da questa Amministrazione. Trovare 10 vincitori di “concorsone” dal profilo tecnico, 2 dal profilo contabile e 3 dal profilo amministrativo è possibile e soprattutto dovuto. Le imprese della nostra città sono in ginocchio per i ritardi nei pagamenti dei Sal, gli Stati di avanzamento dei lavori, per i quali si stanno istruendo, in questi giorni, le pratiche di dicembre. Questi ritardi causano il fermo dei cantieri e, nei peggiori dei casi, anche i fallimenti delle nostre imprese. La situazione è sempre più critica, poche ditte riusciranno ad assorbire ulteriori ritardi negli incassi. La prospettiva è che le pratiche consegnate in questi giorni dovranno attendere l’estate per essere saldate. Non è più una giustificazione la carenza di personale, non possiamo vivere alla giornata con la speranza che personale esterno, che pure ha un costo non trascurabile, svolga il lavoro per cui sono state assunte 127 persone. L’organico c’è. Adoperiamolo per svolgere i compiti per cui è stato assunto, senza dover correre dietro a richieste spartitorie interne al Comune. I cittadini, le imprese, l’indotto, con i lavoratori e le loro famiglie, si aspettano che ciò accada nel più breve tempo possibile».

«Fatta chiarezza sui numeri – rilevano i consiglieri – adesso tocca all’Amministrazione rispondere e subito. Non ci sono più scusanti. Questa occasione è anche utile per chiedere a quanti, tra i dipendenti del “concorsone”, vogliano riavvicinarsi ai luoghi di provenienza, per far capire la situazione in cui viviamo e l’importanza del loro lavoro ai fini della ricostruzione. Diciamo questo perché sono state presentate diverse istanze, tra distacchi e aspettative, con conservazione del posto di lavoro. Pur nel rispetto di tali scelte, chiediamo di non occupare posti che potrebbero essere assegnati, scorrendo le graduatorie, ad altre persone in grado di assicurare la continuità del lavoro».

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