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L’Aquila Calcio, la voce dei Rbe

di Claudia Giannone

Voci che tornano a farsi sentire, in un momento di certo non facile per L’Aquila Calcio: richiesta, ancora una volta, chiarezza da parte di una società che non dà risposte. I Red Blue Eagles L’Aquila 1978, attraverso una comunicazione, si rivolgono all’intero ambiente, tifosi compresi, per comunicare il proprio pensiero e le proprie volontà.

LA NOTA COMPLETA

«L’attaccamento alla maglia e all’Aquila Calcio 1927 non si dimostra solo quando le cose vanno bene, ma soprattutto nei momenti di difficoltà. Prima di pretendere e chiedere bisogna dare e offrire il proprio sostegno! Ora più di prima bisogna andare allo stadio e soprattutto in trasferta, per rappresentare e portare in alto i nostri simboli, i nostri colori e il nome della nostra città. E’ facile essere tifosi e viaggiare quando tutto va bene e si lotta per obiettivi importanti, adesso arrivano le trasferte che contano, quelle che hanno più valore di tutte le altre. Cacciate l’orgoglio, l’orgoglio di essere Aquilani, lo stesso che ha il gruppo e che mette in tutte le cose che fa.

Dimostrate cosa significa essere Aquilani e tifare L’Aquila Calcio 1927, dimostratelo a quei ragazzini viziati che la domenica scendono in campo e alla nostra società, la stessa che, è inutile nasconderlo, ha perso l’entusiasmo, la passione e la voglia di continuare ad investire per i nostri colori.

Prima che sia troppo tardi, chiediamo alla società di fare chiarezza sul futuro, se ha voglia di continuare o meno, uscendo finalmente allo scoperto invece di nascondersi. Pretendiamo rispetto e trasparenza.

Chiediamo con forza ai “soci” che hanno finora usato L’Aquila Calcio solo come strumento di speculazione economica e visibilità personale, senza aver cacciato un euro, di farsi da parte, perché di queste persone non ne abbiamo bisogno!

Non abbiamo mai chiesto o preteso la serie B, quello che ci interessa è la continuità, la programmazione, la serietà. A noi interessa che siano gettate basi solide per il futuro che permettano all’Aquila Calcio 1927 di diventare sempre più una certezza e un punto di riferimento e aggregazione per la nostra città.

Noi tutti, siamo i primi garanti del nostro futuro e dobbiamo vigilare affinché non si ripetano gli stessi errori del passato, dobbiamo vigilare affinché dall’oggi al domani non vengano “a galla” i soliti problemi che ci farebbero rivivere gli stessi incubi di un recente passato, rispedendoci nell’oblio delle categorie inferiori.

Il nostro amore per questi colori ha radici profonde, è vero e genuino. Noi non vogliamo essere “complici” silenti e passivi di tutto ciò, perciò invitiamo tutti a reagire, a non mollare e a non essere indifferenti . . . L’Aquila sveglia!

Ci auguriamo che il nostro appello non cada nel vuoto, altrimenti significherà che, al di là delle solite poche persone che ci sono sempre state, questa piazza non merita nulla, L’Aquila si ama e si segue nella buona e cattiva sorte!

Per la maglia, per la città, per i diffidati. . .»

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