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Bracco: «Sospeso sì, dimesso mai»

«Sono stato sospeso, ma non mi dimetto dal gruppo perché ho rispetto della gente che mi ha votato. A me interessa la collettività, non fare guerre personali come i miei cinque colleghi».

Non abbassa la guardia il consigliere regionale del movimento cinque stelle Leandro Bracco il giorno dopo la sospensione decretata dal leader Grillo seguita al suo sì alla proposta del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso (Pd), di delega alla cultura fatta nella seduta di ieri del consiglio regionale. Un’accettazione «a patto che rimanga nel movimento cinque stelle», fatto che ha scatenato la reazione dei cinque componenti del gruppo grillino che ieri hanno chiesto le dimissioni di Bracco che già nei mesi scorsi era stato accostato al Pd e all’interno del movimento vicino alle posizioni del sindaco di Parma Pizzarotti.

Ma oggi le polemiche non accennano a rientrare perché Bracco attacca i suoi colleghi.

«Sono colpito dalla cecità di strategia politica dei miei colleghi, abbiamo la possibilità di ricevere una delega importante come la cultura pur rimanendo ognuno nel proprio ruolo – spiega ancora Bracco – e anziché pensare ai benefici per la collettività fanno prevalere l’invidia nei miei confronti per questa nomina e le logiche di partito attaccandomi personalmente. A muovere le mie decisioni è solo il pensiero di meritare la fiducia dei 145 mila che ci hanno votato e coloro che hanno votato me – chiarisce Bracco il quale sottolinea che andrà avanti senza problemi disponibile a spiegare le mie ragioni e difendermi fino alla fine ai probiviri».

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