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Biomasse: «No a Speculazioni sindacali e politiche»

Coldiretti L’Aquila, a scanso di equivoci fuorvianti e strumentali, ribadisce il proprio no alla realizzazione della centrale a biomasse nel Fucino, che sarebbe altamente nociva per l’intera economia marsicana nota per le sue eccellenze agricole con particolare riferimento alle produzioni tipiche a marchio quali patate e carote Igp.

Una secca contrarietà all’indomani del giudizio favorevole del Comitato regionale di valutazione impatto ambientale (VIA), che ha di fatto autorizzato la variante di progetto per l’interramento dei cavi dell’elettrodotto a servizio della centrale a biomasse del gruppo Powercrop.

«Il giudizio favorevole del Comitato VIA non può che farci esprimere il nostro forte disappunto nei confronti non solo dell’elettrodotto, ma dell’intera centrale – commenta il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone – oggi, la realizzazione dell’impianto a biomasse andrebbe fortemente a penalizzare l’economia agricola marsicana senza alcun ritorno economico per gli agricoltori né garanzie di salute per i cittadini».

Da qui, per fare definitiva chiarezza, Volpone elenca le varie fasi di una vicenda iniziata nel lontano 2007, ma in condizioni e prospettive completamente diverse da quelle attuali.

«La proposta presentata dalla Powercrop prevedeva inizialmente un accordo di riconversione produttiva per l’attività bieticolo-saccarifera dell’ex zuccherificio di Celano – racconta Volpone – il progetto si basava sulla realizzazione di un impianto di trasformazione energetica alimentato a biomasse derivanti da specifici accordi con gli agricoltori locali e sulla creazione di un Centro di Trasformazione Orticola finalizzato al miglioramento della capacità di commercializzazione dei prodotti locali. In questa intesa, che ha visto inizialmente anche la firma delle principali Organizzazioni agricole, l’ARSSA era stata incaricata di avviare uno studio per individuare le migliori colture da introdurre come biomassa destinata all’impianto».

Due proposte entrambe disattese, tant’è che il 6 marzo 2009 Coldiretti L’Aquila ritirò la firma per gli accordi precedentemente sottoscritti.

«E’ evidente – tuona Volpone – che l’impianto oggi non presenta nessuna sostenibilità sia in termini ambientali che economici. Coldiretti ha un proprio modello di sviluppo delle centrali energetiche, che, al servizio delle imprese agricole, devono essere programmate e dimensionate in funzione delle reali disponibilità di biomassa agroforestale disponibile. Il territorio Marsicano è anche conosciuto come orto d’Italia per la salubrità e la qualità dei suoi prodotti – conclude Volpone – non possiamo perciò permettere la realizzazione della centrale e ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare che l’iter di approvazione dell’impianto giunga a conclusione effettiva».

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