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Ingiusta detenzione, Petrilli: «Finalmente un segnale importante»

«Un segnale importante sul tema del diritto ad essere risarciti per ingiusta detenzione per tutti coloro che sono stati assolti, senza nessuna forma di discriminazione, arriva da una proposta di legge depositata l’undici febbraio scorso, numero 2871 e ieri assegnata alla Commissione Giustizia della Camera che vede come primo firmatario il deputato Gianni Melilla, insieme alla deputata Marisa Nicchi e a Daniele Farina, tutti di Sinistra e Libertà». A sottolinearlo, attraverso una nota, è Giulio Petrilli.

«Un segnale di attenzione reale al tema degli errori giudiziari e del risarcimento per ingiusta detenzione – spiega Petrilli – Chiedono l’abolizione del comma che prevede il non risarcimento per ingiusta detenzione per colpa grave, che di fatto ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il giudizio morale e non più, l’attenersi alle sentenze. In questo caso di assoluzione.

Proprio oggi leggevo una lettera di Giuseppe Gullotta, assolto dopo ventidue anni di carcere, che commentando il suo processo per avere un giusto risarcimento diceva questo: sto subendo un altro calvario, non sono più fiducioso di nulla. Uno sfogo che è sintesi della situazione nel nostro paese. Dietro quel comma della colpa grave, tantissime persone assolte non hanno il risarcimento.

Due terzi delle domande vengono rigettate per questo motivo: le cattive frequentazioni dell’imputato».

«Quel comma – aggiunge Petrilli – è anticostituzionale e sono felice che tre deputati abbiano presentato questo disegno di legge. Io, che ho vissuto sulla mia pelle questo problema e seguito a battermi per il risarcimento per tutti gli assolti, ho accolto con entusiasmo la notizia e mi sento di ringraziarli per la sensibilità avuta nella difesa dell’inviolabilità illegittima della libertà personale. Un diritto universale che, quando viene leso, non può non essere risarcito. Ma in Italia non è così, un esempio importante: Enzo Tortora non è mai stato risarcito.

Tanti attestati di solidarietà, tanta attenzione, ma nessuno risarcimento e nessuno parla di questo. La figlia fece i ricorsi ovunque fino a Strasburgo e denunciò questo ma con poco ascolto, anche io ho fatto lo stesso iter, dopo sei anni di carcere ingiusto, ma niente anche a me».

«Questo disegno di legge – conclude Petrilli – è un segnale di speranza per il futuro, consapevole che nessun disegno di legge è retroattivo, quindi io come tanti non ne usufruiremo se dovesse passare. Ma non importa, ripeto, è un grande segnale per il futuro: che non accada più quello che è accaduto a me e a tanti altri».

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