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Un saluto all’ex team manager dell’Aquila Rugby

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di Marcello Spimpolo

Oggi, dopo otto anni, non eri lì a bordo campo con i tuoi cartellini per chiamare i cambi, con la tua rabbia contro il quarto uomo quando quei tre signori che gestiscono il gioco facevano un torto ai “tuoi ragazzi”, con i tuoi abbracci ed il tuo sorriso nei sempre più rari momenti di gioia, con le tue “coccole” nei momenti di dolore, sportivo o fisico.

{{*ExtraImg_235423_ArtImgRight_300x449_}}Non eri lì per una tua decisione, dice la versione ufficiale, “motivi personali” sono stati definiti.

E noi la rispettiamo questa decisione personale.

Come rispettiamo la tua volontà di uscire dalla scena in punta di piedi, senza polemiche, senza sbattere la porta.

In linea con quello che è stato sempre il tuo modo di svolgere il tuo ruolo di team manager.

Nell’ombra, in silenzio, al servizio di quei ragazzi con la maglia neroverde che erano e sono la tua seconda famiglia.

E quei ragazzi ti hanno voluto e ti vogliono tutti bene.

In questi giorni tanti attuali ed ex giocatori neroverdi te lo hanno testimoniato sulla tua pagina Facebook, stupiti, come noi, del fatto che Pino, Pino Alleva, potesse lasciare L’Aquila Rugby.

Pino che ci è sempre stato, a differenza di tanti altri, Pino che si sbatteva per trovare un alloggio per i giocatori quando avrebbe dovuto farlo per se stesso…

Per rispetto della tua decisione non facciamo polemiche evidenziando i motivi, che partono da lontano, che ti hanno spinto a questo passo.

Ma non possiamo non sottolineare come anche questa tua decisione rientri nell’ottica dell’imbarbarimento dei rapporti umani in uno sport che fa del rispetto in campo una delle sue bandiere ma che quel rispetto lo sta sempre più dimenticando appena varcate le linee bianche del rettangolo di gioco.

E quindi, caro Pino, l’augurio più grande che ti possiamo fare, ma che facciamo al rugby, è che in questo stupendo sport che tutti noi amiamo si torni a trovare spazio per persone come te, perché vorrebbe dire tornare concretamente ai suoi valori fondanti: etica, rispetto, sostegno.

Con i fatti,non solo a parole.

Arrivederci a bordo campo, Pinù.

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