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Tagliacozzo tossico

di Gioia Chiostri

Ha i contorni inquietanti di una storia paradossale, di una di quelle storie senza arte né parte che potrebbero essere lette comodamente su Lercio.it, tanto è incredula e inaccettabile. E invece ha una location tanto reale quanto viva e vegeta è la sua connotazione negativa. A Tagliacozzo, città d’arte marsicana, sono state individuate ben 20 discariche abusive. Sei di esse sono al limite del rischio di salute pubblico, in quanto piene zeppe di Eternit. Un vero e proprio colpo basso inferto alla quotidianità e alla popolazione marsicana.

{{*ExtraImg_235411_ArtImgRight_300x192_}}Il consigliere di un gruppo civico di maggioranza del Comune di Tagliacozzo, Alfonso Gargano, colui cioè che si è arroccato sulle proprie spalle il peso della responsabilità della denuncia e dell’azione, assieme al suo collega, consigliere comunale anch’esso, Roberto Di Giovagnorio (Pd), ne svela i retroscena a [i]IlCapoluogo.it[/i].

Il primo colpo di reni è provenuto, però, dal gruppo locale di attivisti pentastellati che, in data 30 ottobre 2014, hanno aperto il vaso di Pandora dell’inciviltà grazie alla stesura di una mappa geolocalizzata. «A Tagliacozzo – racconta – tre forze politiche hanno deciso, per una volta, di lasciare a casa la divisa e di dedicarsi al rispetto e alla tutela della città. Il movimento di attivisti dei Cinquestelle locale, rappresentato da Massimiliano Orsini e Massimo De Maio, elaborò, tempo fa, una mappa su tutti i punti tossici presenti a Tagliacozzo, segnalati ma mai, ad oggi, bonificati, consegnandola al primo cittadino del Comune marsicano, ossia Maurizio Di Marco Testa».

Il Movimento Cinquestelle cittadino ha, cioè, mappato tutte le discariche abusive presenti sul territorio comunale, allegando alla mappa anche una proposta di metodologia per combattere l’abbandono selvaggio dei rifiuti. Un vero e proprio ‘piano anti-discarica’ nel quale si riassumono tutte le norme, le finalità e gli obiettivi che dovrebbero essere sottesi ad un’azione di ‘repulisti’ generale. La nota così composta è stata indirizzata alla massima autorità locale in fatto di salute pubblica, ossia il sindaco stesso, notiziando però la questione anche a tutti e cinque gli assessori della Giunta comunale. A fronte della segnalazione, però, non è arrivata alcuna risposta da parte dell’amministrazione attuale. «Una cosa gravissima – spiega Gargano – nessuno di loro si è degnato di rispondere alla nota indirizzata. Preso atto di ciò, abbiamo dato il via – aggiunge – ad una specie di macchina apolitica e personale mirante alla sola salvaguardia della salute pubblica. Una sinergia di fondo che, in barba a divisionismi interni e battaglie di ‘quartiere’, ha condotto ad un risultato proficuo: ossia il disvelamento della parte marcia della città, fatta di inciviltà, rifiuti abbandonati a cielo aperto e un grande quantitativo di amianto disseminato senza ritegno».

{{*ExtraImg_235412_ArtImgRight_300x300_}}Il giorno 29 novembre, infatti, in sede di Consiglio comunale, la nota in questione è stata ‘portata alla luce’ dai due consiglieri suddetti. «Io personalmente – spiega Gargano – ho dato atto ad un’interrogazione rivolta, in quell’occasione, proprio al primo cittadino di Tagliacozzo, in cui ho chiesto, alla presenza di tutti gli altri consiglieri, cosa si intendesse fare alla luce di quanto emerso». Ed è stato proprio in questa occasione istituzionale che il sindaco Di Marco Testa ha dato la sua prima e personalissima soluzione, passata alla storia delle ‘tristi’ cronache locali. «Ha detto – afferma Gargano – che avrebbe raccolto personalmente i rifiuti con la propria Apecar, perché, a detta sua, l´operazione di bonifica sarebbe stata troppo onerosa. Ovviamente, impossibile credere alla bontà della cosa, anche perché si tratta di rifiuti tossici, quali lastre di Amianto, che vanno obbligatoriamente rimosse da ditte specializzate provviste di mascherine e strumentazioni ad hoc, come guanti e tute protettive», afferma il consigliere.

Nella mappatura ideata e progettata dai Cinquestelle sono presenti anche tutte le coordinate, scovate grazie a Google Maps, necessarie ad individuare, senza sbavatura alcuna, il punto di collocazione preciso ed esatto dove sorge ogni discarica abusiva. «Ciò per agevolare gli uffici preposti nel riscontrare l’ubicazione. Molte delle discariche si trovano in luoghi anche abbastanza visibili».

{{*ExtraImg_235413_ArtImgRight_300x300_}}L’amianto sembrerebbe, sempre secondo il racconto del consigliere di lista civica, essere stato gettato all’aria aperta senza preoccupazioni alcune, quasi fosse un comportamento innocuo e abitudinale. «I punti più frequenti di abbandono selvaggio si riscontrano, per la maggior parte dei casi, in punti di passaggio, come ad esempio nel primo ingresso di Tagliacozzo denominato ‘ponte di ferro’; si tratta di un sovrappasso appartenente alle Ferrovie dello Stato: lì è stata scovata una vera e propria latrina».

La nota è stata inviata inizialmente al sindaco e alla Giunta e successivamente a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione in qualità. Ad oggi, però, sono solo due le teste che hanno deciso di alzarsi e arrovellarsi sul problema ‘rifiuti’. Come spiegare questo silenzio assordante? «Non voglio pensare a male – risponde Gargano – però credo ci sia una fuga generale di buonsenso».

{{*ExtraImg_235414_ArtImgRight_300x300_}}Perché questa irruenta inciviltà gratuita? «A mio avviso – aggiunge il consigliere – ciò si deve principalmente alla scarsa e mal gestita volontà politica di controbattere il fenomeno. Infatti, se ci fosse stata, alla base, una ferrea volontà di lotta indiscriminata, ciò non sarebbe mai accaduto. Faccio un esempio concreto: qui vicino, nel Comune marsicano di Capistrello, l´amministrazione e la Forestale hanno intessuto fra di loro una sinergia che ha portato all’acquisto, ad esempio, di un buon numero di foto-trappole. E proprio a Capistrello, infatti, si sta riducendo molto questo modo ‘bislacco’ di smaltire i rifiuti, perché si innesca, nell’animo delle persone che solitamente lo adottano, il timore di venire scoperti e multati. Da noi, invece, non sono stati mai presi provvedimenti di questa natura». Apprendiamo che, in questi giorni, la ditta preposta allo smaltimento dei rifiuti, ossia la Segen, sta verificando cosa è stato depositato sul suolo cittadino e, soprattutto, in che maniera rimuoverlo.

Morale della storia: un esposto da presentare alla Procura della Repubblica di Avezzano nella settimana ventura, «perché – conclude il consigliere – con i rifiuti non si scherza. In ballo c’è la salute dei cittadini e, a mio avviso, qualcuno ne dovrà rispondere, prima o poi».

Questa la mossa futura dei due consiglieri comunali che hanno, quindi, deciso di ingaggiare una vera e propria battaglia. «L’esposto, a nostro avviso, è necessario in quanto c’è stata una vera e propria omissione da parte della Giunta comunale e, in primis, da parte del sindaco a notiziare l’ufficio preposto, ossia l’Ufficio Lavori Pubblici, di questa orribile situazione. Tant’è vero che l’ingegnere responsabile dell’Ufficio, materialmente, ha scritto che la nota dei Cinquestelle ‘protocollo 12196 del 30.10.2014 non é stata mai smistata dal sottoscritto, il quale ne viene a conoscenza con la nota dei Consiglieri e del Segretario comunale’, questo un estratto della nota tecnica». Un’inadempienza che costerà cara. «Un silenzio assordante e, aggiungerei io, pauroso da parte di chi amministra». Ad oggi: l’ufficio responsabile si è attivato in automatico, esaminata finalmente la questione, assieme alla Segen. «Vige, ora, l’obbligo di rimuovere i rifiuti entro 30 giorni dal giorno della comunicazione. Non posso ancora definire una tempistica esatta dell’inizio della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti perché non ne sono ancora a conoscenza. La Segen, infatti, deve comunicare direttamente al sindaco la sua azione e i suoi progressi. Posso solo dire che, ad oggi, è stata accertata la presenza inquietante di Amianto in uno dei ´bronchioli´ piú verdi e caratteristici del ´polmone´ Abruzzo».

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