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Libri, giovane scrittore presenta ‘Tutte le cose che ho fatto’

Si sviluppa intorno al titolo ‘[i]Tutte le cose che ho fatto[/i]’ ed è uscito lo scorso 30 gennaio. Si tratta del primo romanzo del giovane scrittore Manuel Polidori, 28 anni e una grande passione per il mondo dei libri.

«Il mio libro – spiega Polidori – è un romanzo che parla di un giovane ragazzo abruzzese colpito dall’Hiv che, non accettando la sua malattia, mette a rischio sia la sua vita che la vita dei suoi cari. E’ stato pubblicato da una piccola casa editrice non a pagamento, la Zerounoundici Edizioni».

Nato a Roma nel 1986 Polidori è sempre stato affascinato dalla scrittura, fin da bambino. Convinto che diventare scrittore fosse un sogno impossibile, ha poi deciso di intraprendere gli studi di medicina e psicologica, fino a quando l’idea di scrivere il suo primo romanzo ha preso sempre più il sopravvento. “Tutte le cose che ho fatto” segna il suo esordio nel mondo della scrittura.

{{*ExtraImg_235338_ArtImgRight_300x426_}}«”Tutte le cose che ho fatto” – si legge nella nota di presentazione del libro – regala al lettore una prospettiva diversa di come un ragazzo più che ventenne può reagire quando apprende di essere affetto da HIV+. La storia viene strutturata come se proprio il protagonista stesse raccontando la propria vita, creando una sorta di ‘condivisione intima e segreta’ con il lettore che ha deciso di cimentarsi in questo romanzo. E’ una trappola psicologica: se da una parte vuoi, pagina dopo pagina, scoprire come la storia si evolve, dall’altra hai paura di sapere come andrà a finire. La storia del romanzo è lineare e scorrevole, facile da leggere. Anche le trame secondarie sono ben strutturate tra loro e, non meno importante, a tutto c’è una spiegazione e una conclusione, niente viene lasciato appeso o dimenticato. È un romanzo che si rivolge a uomini e donne, ma anche a giovani che amano le storie potenti, crude, che non fanno sconti nemmeno sulle scene più forti. Non ci sono descrizioni violente o sessuali troppo spinte o di cattivo gusto, ma, anzi, certe situazioni vengono fatte vivere al lettore con occhio critico. È una lettura adatta a tutte le persone adulte che vogliono vivere circa duecento pagine con una punta di sofferenza e con qualche ‘pensiero ragionato’ nella testa».

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