IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

Libri, giovane scrittore presenta ‘Tutte le cose che ho fatto’

Si sviluppa intorno al titolo ‘[i]Tutte le cose che ho fatto[/i]’ ed è uscito lo scorso 30 gennaio. Si tratta del primo romanzo del giovane scrittore Manuel Polidori, 28 anni e una grande passione per il mondo dei libri.

«Il mio libro – spiega Polidori – è un romanzo che parla di un giovane ragazzo abruzzese colpito dall’Hiv che, non accettando la sua malattia, mette a rischio sia la sua vita che la vita dei suoi cari. E’ stato pubblicato da una piccola casa editrice non a pagamento, la Zerounoundici Edizioni».

Nato a Roma nel 1986 Polidori è sempre stato affascinato dalla scrittura, fin da bambino. Convinto che diventare scrittore fosse un sogno impossibile, ha poi deciso di intraprendere gli studi di medicina e psicologica, fino a quando l’idea di scrivere il suo primo romanzo ha preso sempre più il sopravvento. “Tutte le cose che ho fatto” segna il suo esordio nel mondo della scrittura.

{{*ExtraImg_235338_ArtImgRight_300x426_}}«”Tutte le cose che ho fatto” – si legge nella nota di presentazione del libro – regala al lettore una prospettiva diversa di come un ragazzo più che ventenne può reagire quando apprende di essere affetto da HIV+. La storia viene strutturata come se proprio il protagonista stesse raccontando la propria vita, creando una sorta di ‘condivisione intima e segreta’ con il lettore che ha deciso di cimentarsi in questo romanzo. E’ una trappola psicologica: se da una parte vuoi, pagina dopo pagina, scoprire come la storia si evolve, dall’altra hai paura di sapere come andrà a finire. La storia del romanzo è lineare e scorrevole, facile da leggere. Anche le trame secondarie sono ben strutturate tra loro e, non meno importante, a tutto c’è una spiegazione e una conclusione, niente viene lasciato appeso o dimenticato. È un romanzo che si rivolge a uomini e donne, ma anche a giovani che amano le storie potenti, crude, che non fanno sconti nemmeno sulle scene più forti. Non ci sono descrizioni violente o sessuali troppo spinte o di cattivo gusto, ma, anzi, certe situazioni vengono fatte vivere al lettore con occhio critico. È una lettura adatta a tutte le persone adulte che vogliono vivere circa duecento pagine con una punta di sofferenza e con qualche ‘pensiero ragionato’ nella testa».

X