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Metà Marsica isolata per neve

di Gioia Chiostri

La parte più caratteristica della Marsica, quella indorata dal sole montano e piastrellata di rocce calcaree e stalattiti di natura arcigna, ha subìto la forza più imponente della nuova perturbazione artica giunta in Abruzzo nelle ultime ore.

{{*ExtraImg_235267_ArtImgRight_300x533_}}In una notte, il paesaggio marsicano ha di nuovo cambiato i suoi connotati, trasformandosi in uno scomodo villaggio boreale. D’effetto, senza dubbio, ma anche d’impedimento. Una residente di Pescasseroli, nota località sciistica e turistica della Marsica nonché gemma del Parco Nazionale d’Abruzzo, ha fatto a pugni, stamattina, con la mancanza di organizzazione di un soccorso tempestivo, ordinato ed efficiente. Sua l’urgenza di accompagnare la propria madre in ospedale, ad Avezzano, per la necessità di un intervento programmato ad un occhio, a causa del distaccamento di mezza retina. Ma tra il dire e il fare s’è messo di mezzo il ‘non saper fare’.

{{*ExtraImg_235268_ArtImgRight_300x533_}}L’abbondante nevicata avrebbe, testimonianza di ciò sono per l’appunto le foto scattate sul posto, letteralmente lasciati isolati i Comuni di Pescasseroli e Opi. «Io avevo urgenza di dirigermi presso l’Ospedale Civile di Avezzano per un intervento programmato. Mia madre, infatti, avrebbe dovuto essere sottoposta all’operazione alle ore 7 e 15 di mattina. Siamo uscite intorno alle ore 5.30 da casa nostra, a Pescasseroli, perché convinte che, procedendo lentamente e per tempo, avremmo raggiunto, nonostante la neve, senza problemi il nosocomio». Strade locali abbastanza pulite, grazie al gran lavoro, a detta della cittadina marsicana, delle tre ditte private di Pescasseroli incaricate di rimediare al disagio ‘neve’. Primo inghippo, però, al valico di Gioia Vecchio (quota 1.400 m s.l.m.), di fronte al Monte Turchio: strada impraticabile a causa della neve. Tutto bloccato. Soccorsi provinciali, sembrerebbe, nel silenzio. Anche altri automobilisti, a detta della cittadina, avrebbero dovuto fare marcia indietro una volta arrivati allo stesso snodo stradale.

{{*ExtraImg_235269_ArtImgRight_300x168_}}«A quel punto – continua la residente – io e mia madre siamo state costrette a spostare il giorno dell’operazione. Una situazione di estremo disagio reale, ma anche di indifferenza da parte di chi amministra. L’intervento è stato spostato a data da destinarsi e noi, vista l’impraticabilità della strada, siamo state costrette a fare dietro front e tornare a casa. Non ci sono parole per commentare il nostro sdegno e l’inefficienza che ancora si registra dopo anni e anni di nevicate abbondanti».

{{*ExtraImg_235270_ArtImgRight_300x400_}}La Marsica, di fatti, è sempre stata oggetto e soggetto di maltempo violento. Indice e misura di ciò, la maxi nevicata registrata qualche anno fa: un vero e proprio cataclisma, il quale però avrebbe insegnato nulla o poco più a chi dirige e governa. «A quel punto – aggiunge la donna – siamo tornate a casa. Abbiamo provato a percorrere la SP17, quindi strada provinciale, del Pnalm, passante per il paese di Bisegna, ma con gli stessi deludenti risultati. Un vero stillicidio di pazienza e tempo».

Castel Di Sangro (Comunità montana dell’Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia) e Forca d’Acero (1538 m s.l.m.) sono solo alcuni dei toponimi di luoghi abbandonati a sé stessi perché non raggiungibili e divorati dal maltempo. L’emergenza non conosce pause o posticipazioni, purtroppo, e dovrebbe essere affrontata d’impeto e di petto ogni qual volta.

{{*ExtraImg_235271_ArtImgRight_300x533_}}Secondo ultime segnalazioni, le strade conducenti al Comune di Castel Di Sangro sarebbero state pulite da cima a fondo verso le ore 11 del mattino, garantendo quindi una buona percorribilità, mentre, al momento, Bisegna (248 abitanti in totale e parte della Comunità Montana del Giovenco) resta tutt’ora isolato. Un oscurantismo gratuito, quasi, a ricordare che il maltempo ancora non riesce ad essere gestito e previsto nel migliore dei modi.

«Per quanto mi riguarda – conclude la donna – non mi sembra davvero il caso che resti chiusa una strada così percorsa e utilizzata e che venga abbandonato a sé stesso un intero paese turistico come Pescasseroli, che d’inverno, diciamolo apertamente, lavora appunto grazie alla neve. La neve è il pane quotidiano di Pescasseroli. La Provincia, per quel che compete le strade di sua gestione, avrebbe dovuto provvedere diversamente e garantire quanto meno agli abitanti di potersi spostare da una zona all’altra senza problemi. Siamo o non siamo nel 2015?».

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