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Maltempo, parlamentari abruzzesi mobilitati

Onorevole Maria Amato (Pd) prima firmataria di una richiesta al presidente del Consiglio dei ministri perché disponga per i territori più colpiti della regione lo stato di calamità.

La richiesta nasce dalla eccezionale ondata di maltempo che lo scorso 5 marzo 2015 si è registrata in Abruzzo e «con particolare intensità e conseguenze nelle province di Chieti, Pescara e Teramo».

«In poche ore – scrive l’onorevole Amato – si è abbattuta una vera bomba d’acqua che ha allagato strade, case, esercizi commerciali e campi agricoli. Il perdurare del maltempo, complicato dal black out elettrico, ha aggravato la situazione ostacolando gli interventi di soccorso. L’intera area della Costa dei trabocchi è stata colpita, con allagamenti, smottamenti e danni alle infrastrutture. I danni sono ingenti e non è ancora possibile stimarli con precisione: una voragine ha interessato l’asse attrezzato Chieti-Pescara, causando un incidente che ha coinvolto circa venti veicoli, buche e allagamenti per tutto il tratto sud della ss 16, danni alla rete stradale del teramano. L’elevata quantità di pioggia ha determinato l’esondazione dei fiumi Tordino, Trigno, Feltrino e dei relativi torrenti e in alcuni tratti del Pescara, del Sangro e del Tronto. Nel vastese gli allagamenti hanno reso necessaria la evacuazione degli stabilimenti industriali Pilkington e Denso per i quali allo stato attuale non c’è ancora una stima effettiva dei danni».

Insomma, la parlamentare vastese ribadisce che «la situazione è critica e necessita di interventi urgenti» e per questa ragione chiede «quali iniziative il Governo intenda intraprendere, al più presto, per la dichiarazione dello stato di emergenza per il comprensorio in questione e il successivo riconoscimento dello stato di calamità naturale».

L’interrogazione è stata sottoscritta anche da Antonio Castricone, Gianluca Fusilli, Vittoria D’Incecco e Tommaso Ginoble.

Anche i parlamentari e i consiglieri regionali del M5S chiedono che «il Governo riconosca lo stato di calamità naturale per la regione Abruzzo». «L’unica strada per evitare che ciò accada in futuro – afferma il deputato Gianluca Vacca – è la prevenzione e un piano di recupero del territorio che potrebbe rappresentare anche un volano per la nostra economia. Peccato che i partiti, unici responsabili di quello che ormai periodicamente stiamo subendo, sia al livello locale che nazionale, continuano a non ritenere queste le priorità della propria azione politica». «L’Abruzzo – sostiene Riccardo Mercante, capogruppo in Regione – è stato pesantemente colpito anche a causa di gravi mancanze preventive e di un dissesto idrologico che in alcune zone è davvero fuori controllo. Per affrontare almeno le situazioni più critiche che si sono venute a creare e i relativi danni è indispensabile che venga dichiarato lo stato di calamità».

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