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Parco Gran Sasso, Cialente chiarisce

«Ho avuto modo di leggere i resoconti della conferenza stampa del presidente del Parco Gran Sasso Monti della Laga, Arturo Diaconale. Vorrei rassicurare, anzitutto, sul fatto che il Comune dell’Aquila non ha mai fatto ricorso a metodi mafiosi in via di intimidazione, appartenendo le intimidazioni ad altre culture e comportamenti. La Giunta ha dato mandato al proprio Ufficio Legale di fare ricorso contro le modalità con le quali si è proceduto alle votazioni per l’elezione dei rappresentanti del Parco, poiché l’istituto della delega è previsto che venga utilizzato dal sindaco per nominare un suo vicario interno e non per delegare altri Comuni.

Proprio perché il presidente Diaconale ha rivendicato, nella vicenda, il ruolo di notaio, lo abbiamo chiamato in causa perché non ha applicato le procedure certe e non perché responsabile degli aspetti “politici” della vicenda». A sottolinearlo, attraverso una nota, è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

«Circa la sostituzione dell’impianto delle Fontari, invece – aggiunge Cialente – è chiaro a tutti che gli ostacoli all’attuazione del piano d’area approvato da anni sono da ricondurre al fatto che dopo ben quasi tre lustri, permangono le norme di salvaguardia (sono ancora legittime?), poiché non si è stati ancora capaci di approvare il piano territoriale o piano regolatore».

«Invocare lungaggini burocratiche – conclude il sindaco – è un alibi italiano. La verità è che questo ritardo è ormai inaccettabile e dovrà essere rimosso nel giro di pochi mesi perché sta creando danni irreparabili alle cittadine e ai cittadini di un Parco Nazionale antropizzato che vede, nell’assoluto rispetto dell’ambiente, le occasioni di un irrinunciabile e vitale sviluppo eco sostenibile».

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