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Crisi, Confcommercio ingaggia battaglia regionale

Secondo uno studio Confcommercio-CER su pressione fiscale e spesa pubblica, emerge una situazione allarmante per il nostro paese, nonostante i segnali di ripresa previsti per l’anno 2015, che implicherebbe per i contribuenti 72 miliardi di tasse in più nel triennio 2016- 2018.

La ricerca mostra come la tassazione sugli immobili sia aumentata negli ultimi tre anni di 31,88 miliardi di tasse sugli immobili, con tasse locali passate dal 2,9% del Pil al 6,5%, raddoppiate negli ultimi 10 anni.

In altre parole, ogni famiglia italiana spende in media 4200 euro per le tasse locali e purtroppo la situazione nella Regione Abruzzo non è delle migliori.

Dall’ analisi emergono dati peggiori rispetto alla media del paese : + 2000 euro di gettito in euro rispetto al minimo(+ 500 euro rispetto alla Lombardia), secondi per aliquota IRAP più alta 4,8, e quarti per addizionale IRPEF (come da unita tabella).

Dati che dimostrano come le regioni dove le famiglie e le imprese pagano di più, sono spesso anche le meno efficienti e le meno competitive.

«Ridurre le tasse su famiglie ed imprese è la priorità sul piano economico, solo così potranno ripartire i consumi e favorire nuovi investimenti in Abruzzo.

È questa la sfida che abbiamo di fronte e vale la pena impegnare ogni sforzo ed ogni mezzo per cogliere questo fondamentale obiettivo per far tornare lo sviluppo in Abruzzo.

Il sistema Abruzzo Confcommercio è pronto a combattere questa sfida che interessa e riguarda tutti gli abruzzesi, nessuno escluso».

Questa la dichiarazione congiunta che il Presidente ed il Direttore Regionale hanno inteso rilasciare per commentare gli esiti della ricerca dell’Ufficio Studi Confcommercio sui livelli di tassazione locale.

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