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Ricostruzione Sottoservizi, Di Benedetto ‘nessun rischio’

L’Acmar di Ravenna, che progetta e realizza interventi di edilizia civile, industriale e infrastrutturale,  ha depositato in tribunale la richiesta di concordato in bianco.
Si tratta di uno strumento che consente alle aziende in difficoltà di prendere tempo congelando i debiti, a fronte dell’impegno a predisporre, entro il termine stabilito dal tribunale, un piano da sottoporre ai creditori per la ristrutturazione.

Il raggruppamento d’imprese guidato dall’Acmar ha vinto l’appalto a L’Aquila per la ricostruzione lungo l’asse centrale del centro storico, Santa Maria di Farfa e San Berardino, finalizzato a realizzare i nuovi sottoservizi in sostituzione di quelli danneggiati dal sisma e rendere più funzionali quelli ancora intatti.

Del raggruppamento di imprese fanno parte, oltre alla Acmar, anche la Taddei e l’Edilfrair.

Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua (società appaltante), dichiara a IlCapoluogo.it che «dopo le prime valutazioni è prematuro fare delle ipotesi. L’Acmar congela tutto e avrà 4 mesi per presentare un piano al tribunale, nel frattempo la situazione economica è ferma. Per quanto riguarda la ricostruzione dei sottoservizi non è affatto a rischio.

Le imprese incaricate della realizzazione dei sottoservizi dovranno organizzarsi, avere il permesso di costruire e poi partire con il primo lotto di lavori».

Il primo lotto ha un valore di circa 30 milioni di euro e interessa l’area compresa tra via Cascina a Ovest e via Fortebraccio a Est e da piazza Battaglione Alpini, con via Castello e via Garibaldi, fino alla Villa comunale a Sud, con estensione anche al quartiere di Santa Maria di Farfa.

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