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Polizia Provinciale in letargo

di Fulgo Graziosi

Appare quanto mai paradossale affermare che la Polizia Provinciale possa andare in letargo. Purtroppo è proprio così. Da oltre venti giorni gli agenti di Polizia Provinciale sono praticamente in consegna per assoluta mancanza di carburante e delle necessarie risorse economiche per acquistarlo. Una bella squadra che ha dovuto incrociare le braccia, restare immobile in Ufficio, senza produrre il più elementare servizio per la comunità provinciale.

Dopo la mini riforma “[i]Renziana[/i]”, le Province non hanno più la possibilità di operare correttamente e razionalmente al fine di assicurare almeno i più urgenzi servizi Istituzionali. I Presidenti nominati dai Comuni navigano a vista nell’amministrare i nuovi Enti sprovvisti di poteri decisionali. Non esiste neppure la più pallida idea del riordino degli stessi. La Regione annaspa vistosamente e temporeggia nella burocrazia più assoluta. Bisognerebbe che qualcuno, titolato in materia, comunicasse al Presidente del Consiglio che lo stato delle cose comporta spese ingenti e ingiustificate.

Tanto per essere chiari il frettoloso e virtuoso Governo dovrebbe prendere atto che lo stato delle cose non comporta le osannate economie. Finisce, invece, per aggravare la spesa pubblica che, come si vede, non dipende dagli Enti Locali, ma dagli organi centrali dello Stato e, in primis, proprio dal Consiglio dei Ministri che opera troppo frettolosamente in nome delle imposte riforme, senza proiettare in avanti gli effetti di variazioni poco edificanti.

Naturalmente, la professionalità acquisita nel tempo da questo personale si va lentamente degradando. È un vero peccato, perché, in occasione del sisma del 2009, il Corpo dei Vigili Provinciali ha dato prova di efficienza ed efficacia negli interventi di soccorso, anche di protezione civile. Trascorrere sei ore al giorno, girando i pollici in continuazione, non è edificante per gli operatori e, certamente, non costituisce un bell’esempio di sana ed oculata amministrazione.

I Presidenti delle Province hanno denunciato alla Regione l’impossibilità di assolvere i compiti di prima necessità. Sarebbe il caso, a questo punto, restituire agli Enti Provinciali ruoli, funzioni e sostanze economiche per l’espletamento almeno delle attività di base. Sarebbe necessario, inoltre, che, in caso di assegnazione della delega, il documento venga stilato con oculatezza, in maniera tale che ai doveri facciano da contraltare i diritti con le necessarie e indispensabili coperture finanziarie. Non è tollerabile che si possano bloccare servizi di capitale importanza soltanto perché qualcuno non sa ancora dove mettere le mani per risolvere una situazione di ingiustificato stallo.

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