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Banche Carim in Abruzzo a rischio chiusura, D’Alfonso cerca soluzione

Una lettera al viceministro del Tesoro, Enrico Morando, per valutare ipotesi di riorganizzazione delle filiali di Abruzzo e Molise della Cassa di risparmio di Rimini (Banca Carim) meno penalizzanti per le due regioni, è l'impegno assunto stamattina dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, con la delegazione sindacale e dei lavoratori dell'Istituto che ha annunciato entro il 31 marzo la chiusura di 11 filiali nelle due regioni.

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Si tratta di sportelli che occupano 40 dipendenti, di cui 25 in Abruzzo.

La Banca Carim vanta 61 milioni di impieghi annui e un aumento del 25 per cento del prodotto bancario. La filiale di Vasto è quella che ha triplicato i valori sulle 100 in Italia.

«Farò delle richieste ferme, rispettose e chiare - ha dichiarato D'Alfonso - che mirano a chiedere di posticipare la data di chiusura, di prendere in considerazione il mantenimento di almeno una filiale in Abruzzo e, nelle forme consentite dalla legge, di valutare la comprimibilità dei costi di gestione delle filiali».

Il Presidente ha ricordato che a giugno verrà votato dal Parlamento Europeo il documento conclusivo tendente alla seconda fase attuativa della strategia Adriatico Ionica: «è incredibile - ha concluso - che un Sud consistente, che reciterà un ruolo nella Macroregione Adriatica, venga depauperato di sportelli bancari».

CARIM,PRECISAZIONE SU ASSETTO SOCIETARIO - "Carim precisa di non essere assolutamente commissariata: dal 30 settembre 2012 è governata da un Consiglio di Amministrazione legittimamente eletto, come è facile evincere dal sito della Banca: www.bancacarim.it. Di facile reperimento, peraltro, la lista delle banche commissariate pubblicata a cura della Banca d'Italia nella quale Banca Carim NON è presente". E' quanto si legge in una nota RegFlash diffusa dalla Regione Abruzzo.

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