Lo stadio di Acquasanta a Italo Acconcia

di Fulgo Graziosi

Occorre passare una mano sulla coscienza. È necessario allargare la visuale e guardare all’orizzonte e anche oltre. Bisogna riguardare la storia del calcio italiano per trovare il nome di Italo Acconcia, tra i più bravi giocatori del periodo bellico e post bellico. Ha avuto sempre la vocazione del centrocampista perché aveva il senso della posizione e lo scatto necessario per interdire le azioni di attacco degli avversari. Ottimo colpitore di testa con una elevazione di tutto riguardo. Era difficile per gli attaccanti superarlo in corsa. Era velocissimo.

Italo Acconcia nacque a Castelvecchio Subequo il 20 aprile 1925. Frequentò da interno le scuole dell’Istituto Salesiano, dove Sor Paolo Zazurian, ottimo giocatore di calcio armeno e scopritore di innumerevoli calciatori di livello nazionale, osservò attentamente le doti fisiche e la particolare predisposizione calcistica di Acconcia. Immediatamente lo inserì nella gloriosa formazione giovanile dell’Oratorio Salesiano. Subito dopo lo fece inserire nella squadra di calcio dell’Aquila, nel campionato di Serie C della stagione 1942-43. Dopo aver militato per due stagioni in maglia rossoblù venne ceduto al Catanzaro, insieme al compagno Masci, un portiere eccezionale scoperto sempre da Sor Paolo, per l’importantissima somma di trecentomila lire.

Lo sviluppo della sua carriere fu rapido e interessante e può essere così sintetizzato: carriera giovanile svolta interamente a L’Aquila. Squadre di club: dal 1942 al 1946 milita nella squadra di calcio dell’Aquila in Serie C; dal 1946 al 1947 nel Catanzaro; dal 1947 al 1950 nella Fiorentina; dal 1950 al 1951 nell’Udinese; dal 1951 al 1952 nella Roma contribuendo alla promozione della squadra dalla Serie B alla Serie A; dal 1952 al 1954 nel Genoa; dal 1945 al 1955 nel Modena; dal 1955 al 1956 nella Salernitana, dal 1956 al 1957 nella Pistoiese; dal 1957 al 1961 nella Sangiovannese; dal 1961 al 1962 nell’Empoli, dove pone fine alla carriera agonistica di giocatore. Nella Nazionale esordisce nell’anno 1949 nella squadra Cadetta. Nella sua lunga carriera ha disputato 106 partite in serie A, segnando cinque reti e 128 partite in serie B segnando una sola rete.

Successivamente, dopo aver superato brillantemente gli esami da “allenatore” fu scelto a Coverciano come tecnico nazionale. Inizialmente svolse le funzioni di selezionatore dei giocatori per la Nazionale B. successivamente gli venne affidato l’incarico di C.T. della Nazionale Juniores e in questo ruolo conquistò ben quattro affermazioni al Torneo di Montecarlo.

Tra i tanti atleti che Italo Acconcia ha scoperto, preparato e lanciato nel mondo del calcio figurano nominativi di tutto riguardo, come Paolo Rossi, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, Franco Baresi e tanti altri ancora.

In occasione della scomparsa di Italo Acconcia, avvenuta a Firenze il 12 febbraio 1983, due suoi amici divenuti famosi vollero esprimere dei bellissimi pensieri, che vale la pena ricordare. Italo Allodi, Dirigente calcistico italiano, scrive così: “[i]Scompare uno dei migliori amici, un tecnico con il quale ho lavorato sempre meravigliosamente. Generoso, altruista, bravo sotto tutti i profili. Aveva una dote che lo faceva ammirare da tutti i tecnici del mondo, sapeva intuire molto bene le qualità di un giovane che poi sarebbe arrivato ai vertici[/i]”.

Paolo Rossi, capocannoniere ai Mondiali 1982, scrive: “[i]Era un tecnico in gamba, bravissimo soprattutto sul piano umano. Fu lui a scoprirmi quando ero ancora un ragazzino che tirava calci in una squadretta di Firenze. E sempre lui mi diede la prima Maglia Azzurra[/i]”.

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Il Trofeo Acconcia organizzato per dieci anni di seguito dall’Oratoriana, dalla FIGC e dal CONI ha richiamato all’Aquila squadre giovanili di tutta la Nazione, nelle quali hanno militato giocatori del calibro di Fabrizio Ravanelli, Giuseppe Taglialatela, Angelo Di Livio, Francesco Statuto, Angelo Peruzzi, Marco Del Vecchio, Cristian Manfredini, Marco di Vaio, Alessandro Nesta e tantissimi altri ancora.

Italo Acconcia merita a pieno titolo l’intitolazione dello Stadio di Acquastanta. È un dovere al quale non si può sottrarre la Civica Amministrazione per onorare degnamente la memoria di un uomo, di un atleta, di uno sportivo che ha saputo tenere alto il nome della Città dell’Aquila. Forse i Sindaci della Valle Subequana dovrebbero esercitare una dovuta pressione sul collega dell’Aquila, affinché la nostra proposta trovi pieno accoglimento.

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