Ghiaccio killer a Scoppito, parla la vigilessa tirata in ballo

«Il 2 febbraio 2015 è stato pubblicato un articolo avente ad oggetto i disagi che durante la mattinata dello stesso giorno i cittadini di Scoppito avrebbero sofferto a causa della neve e del ghiaccio presenti sulle strade.

Quello su ci si sofferma, però, essendo la scrivente la diretta interessata, è la parte che recita testualmente [i]“… non sono riusciti a contattare nemmeno la vigilessa del comune ...”[/i]». Così si esprime in una nota di replica, l'agente di Polizia Locale di Scoppito, Daniela Selene Fosca a seguito dell'articolo dal titolo di [url"Scoppito, lastra di ghiaccio Killer"]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115392&typeb=0&scoppito-lastra-di-ghiaccio-Killer[/url] vertente sui danni e i disagi provocati dal maltempo e apparso su IlCapoluogo.it.

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«Sul punto è bene precisare - dice la vigilessa - che nel Comune di Scoppito presta servizio un solo agente di polizia locale, che per ovvi motivi non può che coprire, come per legge, un solo turno di servizio, quando addirittura non assente giustificato per altre cause, nei qual periodi il servizio è destinato a restare inevitabilmente e legittimamente scoperto. Durante tali assenze l’ufficio è a buon diritto chiuso, senza che nessuno possa pretendere che sia presente per forza un operatore di polizia locale».

«Probabilmente una sola unità non è sufficiente per coprire la miriade giornaliera di esigenze di servizio in un Comune di 5.000 abitanti, tenendo oltretutto conto di tutte le funzioni che la legge assegna alla polizia locale.

Purtuttavia le cause vanni ricercate altrove, soprattutto nelle norme sul contenimento delle spese di personale (c.d spending review), che limitano fortemente, quando addirittura non lo impediscono, le assunzioni di agenti di polizia locale».

«Tanto è vero, che ormai gli organici di polizia locale in tutti i Comuni sono pressoché all’osso per questi motivi.

Si ringrazia per l’opportunità di risposta che è stata offerta, al fine di chiarire una vicenda che rischiava di essere fraintesa dai lettori di codesta autorevole testata giornalistica», questa la sua conclusione.

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