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Tagliacozzo, uno spiraglio di luce per l’Umberto I

di Gioia Chiostri

Dritti decisi e amari rovesci nella moderna battaglia di Tagliacozzo. Il Comitato Pro Ospedale lì residente non demorde e continua la sua azione di «tutela della cittadinanza marsicana, amareggiata per la privazione di realtà sanitarie urgenti e necessarie e utente primaria del nosocomio ‘Umberto I’», noto oramai alla cronaca quotidiana per il suo destino segnato. Il Tar Abruzzi ha respinto recentemente la sospensiva per il ricorso che aveva ad oggetto il depotenziamento del presidio sanitario. Ma, come conferma a IlCapoluogo.it la stessa dottoressa Tabacco, pietra miliare della lotta in difesa dell’Ospedale, «l’udienza è stata aggiornata al 25 febbraio, quindi si può ancora ben sperare». Motivo? La presa di coscienza, da parte del Comitato stesso, di alcune carte appartenenti alla Asl 1 che riguarderebbero proprio la situazione dello sfortunato Umberto I.

Ergo, il collegio difensivo del Comitato Pro Ospedale e, ad adiuvandum, l’amministrazione tagliacozzana, rappresentata dagli avvocati Novella e Tabacco, insieme al sempre presente avvocato Dal Pozzo, ha chiesto al Tribunale Amministrativo regionale il rinvio dell’udienza. Una svolta nella storia dell’Umberto I che fa ben sperare per il futuro. Il Presidio Ospedaliero, di fatti, dovrebbe essere a breve depotenziato totalmente assumendo la «meschina targhetta di Punto di Primo Intervento». Una struttura moderna, spaziosa e completamente funzionante ‘giustiziata’ per il taglia e cuci regionale, di concerto con la Asl. «Noi del Comitato siamo venuti a conoscenza – spiega la dottoressa Tabacco – in via informale e da pochi giorni, di altri atti amministrativi deliberativi della Asl che richiedono attenzione e studio. E’ stato, quindi, chiesto al Presidente e al Collegio un rinvio per venire a conoscenza di questa nuova e fondamentale documentazione, il cui contenuto si ritiene molto importante ai fini dell’udienza, la quale è stata aggiornata appunto al 25 febbraio 2015».

«In questo spazio di tempo – continua la Tabacco – il Comitato avrà cura di leggere con attenzione, attraverso gli occhi dei suoi legali, tutto quello che concerne le nuove situazioni di disciplina sull’Umberto I». Le precipitazioni nevose, venute giù in maniera affatto lieve e continuativa dalla mattinata di ieri, dovrebbero costituire dei sensibili campanelli d’allarme per chi deve o dovrà essere soccorso dal punto di vista sanitario per quanto concerne la zona della Marsica Ovest. Senza più un’ambulanza, senza più le reperibilità dei medici e degli infermieri, Tagliacozzo e frazioni rischiano di divenire un campo di battaglia senza vincitori né vinti, ma occupato solo da malcapitati dimenticati. «Noi – continua Rita – ci chiediamo che cosa ne sarà del comune di Tagliacozzo e dei paesi vicini, come Cappadocia, situati oltre i 1000 metri, dal momento in cui non si ripristinano le condizioni delle reperibilità dei sanitari e della stessa ambulanza salvavita. Noi ce lo chiediamo in maniera insistente».

Peraltro, è in fieri un convegno informativo dei medici operanti proprio sul territorio marsicano. «Un meeting per la gente e con la gente. I medici, – spiega l’avvocato – potranno colloquiare direttamente con la popolazione e raccogliere le sue necessità in fatto di salvaguardia della salute». Il convegno, in programma per i primi giorni di febbraio, punta a ridestare l’attenzione sull’importanza di una salute tutelata localmente. «I paesi vicini, molto spesso cittadine d’origine degli stessi consiglieri regionali, chiedono urgenti risposte che, ad oggi, la Giunta D’Alfonso è ancora in attesa di dare. – specifica Rita Tabacco – Ci tengo a ricordare, poi, che l’emergenza non è circoscritta solo al territorio tagliacozzano; altre situazioni, infatti, sembrerebbero non aver mutato la loro condizione di precariato, relativamente alla questione sanità ‘dislocata’, se non in peius». Focolai sparsi, quindi, che avvampano e che non accennano a diminuire la loro intensità. Il Comitato, però, nonostante i molti no dettati dalla vigente situazione economica regionale e le numerose porte sbattute sul muso delle richieste «avvalorate dalla gente», crede ancora nel canale politico. «Infatti – come spiega la stessa Tabacco – noi abbiamo avuto e stiamo avendo molta pazienza ma dal Palazzo della Politica regionale, ancora nessuna risposta».

«Il Comitato – conclude la Tabacco – darà seguito a delle iniziative popolari, avvalorate da realtà sociali e culturali, come la Protezione civile e la Croce Rossa, vessilli del ben fare, affinché ci possa essere un tête-à-tête tra la gente e la medicina; proprio in questo binomio, di fatti, si inserisce la necessità di un convegno scientifico per la gente. Iniziative sul territorio, ovviamente di stampo pacifico, ma organizzate in maniera precisa e mirata, affinché la gente – il vero bene immobile – si ricordi che al primo posto c’è l’Ospedale, che è sempre stato e sempre sarà un punto di emergenza e di riferimento per la nostra società. Anche la nostra classe medica richiederà spiegazioni ed attenzioni al faro della politica regionale. Ebbene, da ciò emerge come questa non sia una lotta orizzontale, ma riguardi in maniera del tutto indifferente tutte le classi sociali. È uno scandalo verticale, che non muore ma che, anzi, si nutre di nuove offese».

«Io credo che la domanda di giustizia che noi abbiamo rivolto al Tar – aggiunge la Tabacco – possa avere una risposta esaustiva e positiva. Questa domanda di giustizia, poi, è incontrovertibilmente collegata alla domanda di salute: ambedue, infatti, costituiscono i cardini dello Stato di diritto. D’Alfonso deve venire a farci visita personalmente e capire che frazioni del calibro di Cappadocia, Petrella e Sante Marie non possono affrontare situazioni di gelo e di neve senza avere la sicurezza di un immediato soccorso vicino e specializzato: torno a dire che la gente non può morire perché in attesa di una mano tesa».

Il giorno 27 gennaio, presso il ristorante tagliacozzano ‘La Lucciola’, più di cento persone si sono riunite per dar prova di esistenza e coraggio relativamente a quella che oramai è diventata la difesa della Rocca. La dottoressa Tabacco, di fatti, ha preveduto, per quel giorno, una riunione di popolo per incominciare a predisporre la prossima mossa della pedina locale sulla scacchiera regionale. «La gente comincia a perdere la vita per mancanza di velocità nel soccorso: non può accadere questo in un anno, quale il 2015, in cui si parla di modernizzazione, snellimento delle pratiche e servizi a domicilio». La dottoressa Rita Tabacco si fa portavoce di istanze cristalline. «Nel meeting presso il noto locale ‘La Lucciola’, venne da me una signora, assai amareggiata. Mi ha raccontato di aver perso tragicamente sua madre qualche giorno fa, proprio durante il tragitto e il lento spostamento da un Ospedale ad un altro con l’auto-ambulanza: un shock doloroso. Chi è con l’uomo è per l’uomo: non c’è una via di mezzo, ma solo la strada della verità da perseguire e seguire. Noi non ci arrenderemo mai». La vita germoglia da altra vita. Laddove essa non scova una continuativa culla di cure, fiorirà morta per metà. Gli occhi del popolo sono sbarrati e non socchiusi sul destino dell’Ospedale: l’attesa, si dice, non perdoni; speriamo che in questo caso faccia un’eccezione.

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