IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

600 esodati in Abruzzo, una risoluzione pentastellata a tutela

Il Consigliere regionale del Movimento 5 stelle Leandro Bracco ha presentato una risoluzione urgente con la quale impegna la Giunta regionale a prevedere una variazione alla legge di bilancio per autorizzare la concessione di ammortizzatori sociali ai circa 600 esodati presenti in Abruzzo.

Variazione di bilancio che il Consigliere Bracco richiede «una volta accertati la disponibilità finanziaria della Regione e il numero esatto delle persone che si ritrovano senza un’occupazione e privi dei contributi necessari per andare in pensione».

Nella risoluzione, Bracco chiede, inoltre, l’istituzione di un tavolo di concertazione nel quale, oltre all’assessore al bilancio, siano chiamati a farne parte i dirigenti delle strutture previdenziali delle quattro province abruzzesi e i rappresentanti delle confederazioni sindacali, al fine di trovare una modalità attuativa tramite la quale rendere meno problematico il lasso di tempo che separa gli esodati abruzzesi dalla pensione.

Nel documento legislativo, l’esponente del Movimento 5 stelle rileva che la riforma del mercato del lavoro – voluta dall’ex ministro Elsa Fornero ed entrata in vigore circa tre anni fa – allungando non di poco l’età di pensionamento, ha provocato la nascita del fenomeno esodati. Una realtà che riguarda quelle persone che, licenziate a causa del perdurare della crisi economica, si sono ritrovate sia senza un’occupazione, sia con un’insufficiente quantità di contributi previdenziali versata, circostanza, questa, che non ha consentito loro di accedere alla pensione. Il Consigliere Bracco ricorda inoltre che «la stragrande maggioranza degli esodati hanno intorno a 50 anni, età che non permette di entrare nuovamente nel mercato del lavoro».

«Moltissimi lavoratori, prima che entrasse in vigore la legge Fornero – sottolinea il Consigliere nella risoluzione – avevano accettato le proposte delle rispettive aziende che prevedevano l’uscita volontaria dal mondo del lavoro tramite incentivi e prepensionamenti concordati. Con l’entrata in vigore della riforma, che ha allungato i tempi per accedere alla pensione, questi lavoratori, dopo l’esaurimento degli incentivi aziendali, si sono purtroppo ritrovati in una sorta di vicolo cieco».

X