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Legge L’Aquila Capoluogo, scintille nel centrodestra

«Assolviamo Giorgio De Matteis e i suoi amici per non aver compreso il fatto, ricordando come il sottoscritto non ha mai fatto il segretario di nessuno, ricoprendo esclusivamente ruoli dirigenziali di partito come coordinatore del Pdl eletto da più di quattromila iscritti ad un congresso». Lo afferma il coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra, Massimo Verrecchia.

«Il Nuovo centrodestra – aggiunge Verrecchia – non farà lo zerbino a nessuno perché vuole dare un contributo politico costruttivo, così come autonomamente sta facendo Forza Italia in questi giorni preannunciando una proposta di legge ad hoc, mentre invece altri sembrano mossi solo da soliti interventi distruttivi, affidandosi alla politica dell’insulto. Per quello che ci riguarda, peraltro, noi non dobbiamo dimostrare alcunché a De Matteis. L’unico che dovrebbe dimostrare qualcosa è proprio lui, visto che dopo oltre quindici anni passati in Consiglio regionale le uniche cose che si ricordano sono le giravolte di folliniana memoria. De Matteis non ha alcun titolo nel nostro partito per condizionarne la linea politica sul tema ‘L’Aquila capoluogo’ anche perché lo stesso De Matteis non ha nessun rappresentante in Consiglio regionale. Anzi, il suo intervento certifica e suggella, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, la bontà della nostra azione politica, che è differente dalla sua, ma non per questo può configurarsi come reato di ‘lesa maestà’. La finisca di atteggiarsi come il detentore della verità e ‘professorino’ dalla penna rossa verso chi non si mette sotto il suo cappello».

«Una cosa è certa – aggiunge il capogruppo Ncd al

Comune dell’Aquila Alessandro Piccinini – il Nuovo centrodestra continuerà con maggiore determinazione la sua azione politica e lo farà senza farsi intimorire da nessuno, tantomeno da chi intende spostare il confronto politico in caciara, perchè di questo la città dell’Aquila non ne ha proprio bisogno».

LA REPLICA – Immediata la replica di Luigi D’Eramo, Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente, Daniele Ferella e Vito Colonna.

«L’interesse del segretario provinciale Ncd Massimo Verrecchia sulle questioni aquilane è lo stesso che aveva Erode per i primogeniti maschi. Il problema non è lui, ma chi a L’Aquila lo segue», sottolineano i cinque consiglieri in una dura nota congiunta. «Le sue, come quelle di molti suoi sodali – aggiungono – sono esternazioni e riflessioni rilasciate con l’unico scopo di strappare qualche titolo su gli organi di stampa, ma, anche all’occhio del lettore meno attento, si svelano nella loro pochezza di contenuti e nella sterilità degli argomenti trattati».

«Nessuno di noi – precisano i cinque consiglieri comunali – persegue la politica dell’insulto e dalla dialettica rozza che, per storia personale e di provenienza territoriale, non ci appartiene. Verrecchia non provi neppure per un minuto il tentativo di tacciare di incoerenza gli esponenti della coalizione ‘L’Aquila Città Aperta’ che rappresentano il quaranta percento dell’elettorato del Capoluogo, anzi porti il doveroso rispetto verso chi ininterrottamente da anni lavora esclusivamente per il bene comune del proprio territorio. Il suo sarebbe un gioco pericoloso che lo esporrebbe pubblicamente a difficili giustificazioni su scelte politico amministrative assunte insieme al suo “gruppo”. Dobbiamo ancora leggere la proposta dell’Ncd su “L’Aquila Capoluogo”, noi la presenteremo ufficialmente la prossima settimana».

«Verrecchia – concludono i consiglieri – potrebbe prendere parte alla nostra conferenza stampa, rigorosamente tra il pubblico, per ascoltare e imparare, anche se per lui sarebbe difficile trovare la strada della sede Comunale di Villa Gioia».

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