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Gestione dei rifiuti, nuovi attori territoriali in campo

Giovedì il Consiglio comunale discute l’adesione all’AGIR, la nuova Autorità deputata alla gestione dei rifiuti, istituita dalla L.R. 36/2013 che rappresenterà l’insieme dei Comuni abruzzesi.

«Un atto dovuto che dovrebbe portare a una gestione dei rifiuti più efficiente sul territorio regionale, organizzata attraverso sub-ambiti provinciali. Una volta a regime, sarà l’AGIR ad affidare il servizio a soggetti in grado di operare su tali dimensioni, in conformità alle norme vigenti in materia di servizi pubblici (con affidamento diretto a società in house, oppure a privati tramite gara ad evidenza pubblica, o infine con procedura a doppio oggetto per la scelta di un socio privato di società a capitale misto)». Così si legge in una nota a firma del gruppo civico ‘Appello per L’Aquila’.

«In quest’ottica, è fondamentale la riorganizzazione aziendale dei gestori pubblici attualmente operanti nelle quattro province attraverso la rimodulazione dell’impiantistica esistente e la riqualificazione del personale.

Siamo convinti che la gestione dei rifiuti urbani debba rimanere in mano pubblica e debba scongiurare in particolare il coinvolgimento di soggetti privati gestori di discariche e inceneritori che evidentemente traggono profitto dallo smaltimento dell’indifferenziato e non hanno interesse alla sua riduzione. Un principio sancito anche dalla Legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero che abbiamo sostenuto e che proprio in questi giorni passa all’esame della Commissione Ambiente in Parlamento.

Per questo chiediamo l’impegno dell’amministrazione comunale a promuovere in qualità di capoluogo la riorganizzazione di un soggetto pubblico provinciale per la gestione dei nostri rifiuti», si legge nella nota.

«Si apra su questo punto, numeri alla mano, un confronto serio tra tutti i vari attori, forze politiche, lavoratori e aziende, per poter disegnare la giusta strategia. L’Amministrazione ad oggi pare affrontare la vicenda come un “affare privato” e i risultati sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.

Siamo molto preoccupati, inoltre, delle ultime scelte che hanno portato a una consistente riduzione del capitale sociale dell’ASM, impoverita da governi poco lungimiranti che continuano a rimandare gli investimenti sulla diffusione di pratiche virtuose e sulla realizzazione di impianti di prossimità. Cosa si aspetta ad attivare centri di raccolta dove i cittadini siano incentivati a conferire i propri rifiuti? Perché la piattaforma ecologica autorizzata da quasi 2 anni e che dovrebbe servire un bacino di circa 100.000 abitanti nel comprensorio aquilano ancora non entra in funzione?».

«A nostro avviso, – si conclude nella nota – è questo genere di iniziative a rendere un gestore più efficiente e competitivo.

La sensazione è che, ancora una volta, si navighi a vista e manchi una seria pianificazione degli interventi che potrebbero salvaguardare il servizio pubblico e garantire alla città e al territorio risultati esemplari in termini di sostenibilità ambientale.

Si continua invece a perpetuare la situazione meno vantaggiosa possibile: alti costi per i cittadini a fronte di un pessimo servizio. Il rapporto costi/benefici tra i peggiori in Italia, in attesa dell’(in)evitabile emergenza».

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