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Univaq, dipartimento MeSva saluta Angelo

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«Ieri, in Chiesa, mi è stato impossibile raggiungere l’Altare. Avrei voluto dire qualche parola a nome mio e di tutto il nostro Dipartimento. Lo faccio oggi, come direttrice del tuo dipartimento, attraverso queste poche righe che derivano da un “idem sentire” di tutti i membri della nostra comunità dipartimentale». E’ quanto si legge in una lettera scritta dalla direttrice del dipartimento MeSva dell’Università dell’Aquila Grazia Cifone in memoria di Angelo Colella, responsabile della segreteria didattica del Dipartimento, scomparso nei giorni scorsi.

«Richiamando le parole della mia carissima amica Paola Muzi, collega, scrittrice, aquilana, colpita indelebilmente dal terremoto che l’ha privata della sua famiglia, la nostra città e la nostra Università, con la tua scomparsa, ha perso un “gioiello di famiglia” – si legge nella lettera – Un gioiello prezioso, il cui valore non è stimabile. Ci siamo molto interrogati, come tutti coloro che ti amavano, sul perché di questo gesto estremo, irreversibile, di fronte al quale, Angelo, ci hai lasciato impietriti, arrabbiati, e, soprattutto, impotenti.

Ma tu, Angelo, potevi avere solo pensieri nobili. E noi pensiamo che la tua scelta finale sia il risultato di pensieri nobili. Convinto, a causa del tuo stato di salute non ottimale, di non poter garantire tutto lo spazio e il tempo che avresti voluto dedicare alla tua meravigliosa famiglia, alla tua adorata moglie Carla, alle tue splendide figlie Debora e Greta, alla tua mamma, alle tue sorelle, ai tuoi tantissimi amici, al tuo lavoro . . . di fronte al “tutto o nulla” da dare, pensando di non riuscire a farcela, sotto la pressione di una responsabilità a cui attribuivi un peso forse troppo grande, hai compiuto la tua scelta. Avresti voluto dare “tutto”, ma ti sei convinto di non poterlo fare. Quanto avremmo voluto dirti che sbagliavi. Che non saresti mai stato solo, che con la tua famiglia e con tutti coloro che ti amavano, tanti, si poteva comunque percorrere la strada della vita, pur piena di ostacoli, difficoltà, imprevisti. Ma hai fatto la “tua” scelta, Angelo, autonomamente. Eri un combattente, come spesso ricorda l’amico Maurizio Biondi che non si dà pace, come tutti, per la tua perdita dolorosissima, lacerante, destruente. Il tuo gesto estremo lo interpretiamo come un messaggio di grande nobiltà, un messaggio di altruismo esasperato. E noi, che certo non condividiamo e non comprendiamo, dobbiamo rispettare la “tua” scelta».

«Per chi aveva la fortuna di averti vicino, Angelo, nulla sarà come prima – si legge ancora nella lettera – A noi il dovere di garantire nella nostra vita quotidiana, nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nella nostra comunità cittadina, la continuità dei tuoi principi, della tua bontà e onestà, la continuità della tua nobile essenza. Tutto questo è dentro di noi e nessuno ce ne potrà mai privare.

Ora ci stringiamo forte forte attorno alla tua bellissima famiglia che potrà contare sempre su di noi».

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