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Avezzano, il judo entra in aula

Il Judo approda negli istituti scolastici. Per la prima volta nella provincia dell’Aquila la disciplina è stata inserita all’interno del programma curriculare di Scienze Motorie di un istituto avezzanese.

Il protagonista dell’innovazione è l’I.I.S. ”E.Majorana”, diretto da Anna Amanzi, che sta impartendo nel corrente anno scolastico ai suoi studenti di alcune classi prime e seconde lezioni ed esercitazioni di questa disciplina sportiva con la supervisione del professor Giampaolo Petrollini, docente di Scienze Motorie dell’I.I.S. ”E.Majorana”, nonché cintura nera e istruttore della Jujistu Academy dell’Aquila.

{{*ExtraImg_230788_ArtImgRight_300x417_}}«Il Judo – spiega Petrollini – viene insegnato in tutte le scuole della Francia, in quelle del Giappone, in molte di quelle della Russia e in numerose altre scuole nel mondo perché costituisce non solo uno sport ma qualcosa di più che non una pratica fisica: i suoi valori possono raggiungere la sfera etica, le sue visioni invadono il quotidiano attraverso un’educazione che influisce sullo sviluppo psicologico dei giovani e porta a realizzare uno scopo sociale. Il Judo, infatti, basandosi su un contatto stretto tra i praticanti, fornisce la possibilità di reciproca conoscenza e coscienza della diversità dell’altro, il rispetto dell’altro nonché la consapevolezza che da soli non si arriva a molto ma per progredire occorre essere insieme. Sotto l’aspetto emotivo-affettivo, grazie al contatto con l’altro, si vincono molti complessi nei confronti del prossimo e molte incertezze e tensioni dovute a problemi educativi, ambientali e psicologici di vario tipo. Il ragazzo può trovare, in relazione alle diverse tappe di sviluppo che vive, occasioni di crescita e quindi esperienze educative, dove per educazione si intende il risultato finale di un processo, cioè l’aggregazione con gli altri, la riscoperta dei valori dell’amicizia e la socializzazione attraverso i veri valori dello sport. Il confronto con i coetanei, educando la componente agonistica competitiva che appartiene ad ogni giovane, può essere orientato dall’insegnante a strumento di crescita e di maturazione personale, oltre che ad un maggiore rispetto degli altri».

«Dal punto di vista strettamente didattico – precisa il docente – è possibile raggiungere alcune importanti finalità di tipo psicomotorio tra cui obiettivi di tipo coordinativo e condizionale, quali l’equilibrio, la coordinazione generale e segmentaria, l’orientamento nello spazio, il consolidamento della lateralità e delle sensazioni propriocettive, la velocità, la resistenza e la forza resistente. Nella scuola gli obiettivi di tipo relazionale conseguibili attraverso il Judo sono proprio la socializzazione, la moderazione dell’aggressività, il superamento della timidezza, il rispetto degli altri, la ricerca della sicurezza e dell’autocontrollo. Inoltre, una delle principali peculiarità del Judo è la presenza della materassina: questa attrezzatura permette alcune esperienze motorie esclusive come il cadere, lo strisciare e il rotolare nonché, infondendo sicurezza, predispone gli alunni nelle condizioni psicologiche ottimali per determinati tipi di apprendimenti».

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