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17 marzo 2015: festa del Tricolore

di Fulgo Graziosi

Si avvicina a grandi passi l’appuntamento dell’Aquila e dell’Abruzzo intero con la prestigiosa e grande Adunata Nazionale degli Alpini.

La Sezione aquilana e quella Regionale dell’ANA, ancora una volta, hanno dato fondo a tutte le risorse umane, professionali e sociali per meritare, a pieno titolo, l’assegnazione della sede per la “Grande sfilata nazionale delle Penne Nere”.

È stata una lotta impari. Uno contro tutti e tutti contro uno. Al termine ha prevalso l’attaccamento ai valori militari, alla moralità degli Alpini abruzzesi e, soprattutto, alla professionalità dei componenti della delegazione ANA Abruzzo che ha fatto pesare sul piatto decisionale della bilancia una professionalità ineccepibile. Un progetto redatto con tutte le attenzioni e le cure nei minimi particolari, in maniera da evitare rilievi di ogni genere.

La classica caparbietà dell’ANA Abruzzo ha consentito di portare a casa un prestigioso evento, capace di riaccendere completamente i riflettori dell’attenzione nazionale e internazionale su un territorio martoriato da un rovinoso e dirompente evento sismico. Evento che, nella fatidica notte del 6 aprile 2009, fece scattare la molla della solidarietà nazionale.

Tra i primi ad accorrere, prima ancora che giungessero i bagliori dell’alba, furono proprio gli Alpini locali, ai quali, man mano, si aggiunsero gli Alpini di tutte le sezioni nazionali. Mani esperte a trattare la pietra gelida. Si muovevano abilmente tra le pietre muovendole con estrema attenzione al fine di non creare ulteriori danni. A volte, tra le macerie, si vedeva vibrare alacremente soltanto la penna nera posta sul vecchio cappello tempestato di stellette e mostrine varie. La temperatura, a quell’ora, era veramente rigida. Uomini con spalle quadrate, coperte da una semplice camicia a scacchi e con le maniche sollevate fino ai gomiti, muovevano le braccia alla ricerca del minimo segno di vita. La città non finirà mai di ringraziare lo slancio e l’abnegazione di questi uomini, molti dei quali, tra l’altro, rimarranno sempre sconosciuti. Essi non vogliono riconoscenza. Non pretendono nulla. Vorrebbero soltanto essere accolti in occasione della sfilata con il calore e l’affetto tipici delle genti d’Abruzzo.

Tutti saremo chiamati a recitare un preciso ruolo, più o meno importante, più o meno visibile. Nessuno potrà o dovrà tirarsi indietro. Potremmo mettere in bilico la credibilità e l’affidabilità degli abruzzesi. Questo non può e non deve avvenire. Forse, gli Enti Pubblici territoriali hanno inizialmente sottovalutato la portata dell’evento e la visibilità che lo stesso potrà offrire all’Abruzzo, al Capoluogo ed a tutti i Comuni del cratere sismico.

Prova ne sia la volontà espressa dagli Alpini residenti all’estero che si sono già attivati per essere presenti all’Adunata Nazionale. Si ha la sensazione che ci siano o ci possano essere dei ritardi sulla realizzazione degli impegni assunti. Occorrerà riguadagnare il tempo perduto. Non ci è assolutamente consentito di creare discrepanze, disguidi, sviste e inadempienze. La Città e la Regione devono uscire da questo evento a testa alta e con il riconoscimenti di alti valori e meriti da parte della Nazione e dell’Europa. Il 17 marzo prossimo, in occasione dell’imbandieramento generale, potrebbe essere l’occasione per effettuare una prova generale della sfilata, una verifica del funzionamento organizzativo dell’evento, una vera prova d’autore come viene definita dagli artisti, un vero e proprio collaudo per la individuazione di possibili punti deboli da correggere con la massima sollecitudine.

È arrivato anche il momento di moderare toni e polemiche su qualsiasi argomento. Tutto dovrebbe essere portato avanti con solerzia, abnegazione, razionalità e tantissima umiltà, onde proiettare nel mondo una immagine di una comunità che sappia operare anche nel dolore e nella palese difficoltà creata dalla crisi generale che la nostra città e il Paese stanno attraversando. Tutti coloro che, in buona o cattiva fede, provocano la diffusione di pericolose notizie, come le dimissioni del Segretario e di un componente del COA Nazionale rischia di far generare pesanti giudizi negativi sulla nostra città che, in qualche modo, potrebbero ripercuotersi sulla moralità dell’intera comunità aquilana e abruzzese. Sarebbe bastato farsi leggere con attenzione il verbale della riunione del COA per capire che non era stata formalizzata alcuna dimissione.

Anzi, il Segretario Carlo Frutti, gravato anche dei compiti connessi alla comunicazione, ha ritenuto opportuno lasciare uno degli incarichi, la Segreteria, per potersi dedicare interamente alla comunicazione che richiede maggiore impegno e attenzione. Caputi non si è dimesso. Ha offerto al Presidente Nazionale semplicemente e correttamente la disponibilità del posto di componente, allo scopo di evitare discutibili assenze dettate dai pressanti impegni professionali con l’Amministrazione alla quale appartiene. Nulla di più. Inoltre, alle riunioni ufficiali del COA Nazionale deve partecipare assolutamente il Sindaco dell’Aquila. Non può delegare nessun Consigliere, con tutta la possibile considerazione per De Nicola, in quanto lo stesso non è mai dotabile del potere decisionale spettante esclusivamente al Sindaco. Cosa che è stata chiaramente ribadita dallo stesso Presidente del COA.

Non perdiamo ulteriore tempo. Facciamo la prova generale il 17 marzo prossimo. L’operazione ci permetterà di verificare eventuali nei, ritardi, inadempienze, punti sensibili da correggere, operazioni ancora da effettuare. Andrebbe verificato attentamente l’intero percorso stradale impegnato dalla sfilata per accertare che tutto sia in ordine. Ci sarebbero alcuni aspetti da correggere, come l’immissione da Via XX Settembre sulla rotatoria in corrispondenza con il Viale della Stazione. Appare alquanto forzato e incerto l’ingresso sul senso di marcia imposto dalla stessa rotatoria. Andrebbe definito il collaudo del secondo lotto dei lavori su Via Corrado IV e andrebbe razionalizzata la rotatoria in corrispondenza della Caserma dell’Artiglieria. Dovrebbe tassativamente essere differito l’inizio dei lavori del terzo lotto, da effettuarsi nei giorni successivi alla sfilata degli Alpini.

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