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Il grande muro della solidarietà

di Lucia Ottavi

Nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie di Pescina sono presenti le reliquie di San Luigi Orione, padre dei terremotati in senso letterale, ma anche dei terremotati della vita, dei poveri, degli orfani, dei malati. Seguendo il suo esempio di vita, numerosi cittadini di Pescina hanno dato il via ad una raccolta di beneficienza di tutti i beni di prima necessità utili alla sopravvivenza di molte famiglie rimaste vittime della crisi, della perdita del lavoro, delle tasse, della malattia, delle assenze.

{{*ExtraImg_230353_ArtImgRight_300x532_}}«Tutti i cittadini – si legge in una nota diffusa dai volontari – possono contribuire alla raccolta di ogni materiale necessario a chi non ha nulla o è meno fortunato di noi. Raccogliamo beni di prima necessità, viveri a lunga conservazione, vestiti puliti e in buono stato, materiale per la cura e l’igiene della persona e della casa, colori quaderni e giochi. Sono invitati tutti a dare una mano nello smistamento del materiale, nella raccolta e con la presenza da garantire per il ritiro delle donazioni. Non si accetta denaro. Tutto il materiale raccolto sarà gestito dai parroci e dalle suore e donato a quanti concittadini ne hanno bisogno».

{{*ExtraImg_230354_ArtImgRight_300x219_}}La raccolta di beneficenza ha preso il via martedì 20 gennaio e proseguirà sino al 2 febbraio. Nei giorni 22, 23 e 24 gennaio i bambini e i ragazzi delle scuole cittadine si recheranno nella cattedrale per dare il loro piccolo, ma allo stesso tempo grande, contributo all’iniziativa. I cittadini che vogliono «ricostruire la grande parete della solidarietà» devono recarsi nella cattedrale Santa Maria delle Grazie, a destra delle reliquie di San Luigi Orione, lì troveranno una schiera di volontari pronti ad accoglierli. Gli orari di apertura sono i seguenti: da martedì 20 gennaio a sabato 24 gennaio dalle 8:30 alle 18:00, da domenica 25 gennaio al 2 febbraio negli orari di apertura della cattedrale.

{{*ExtraImg_230355_ArtImgRight_300x532_}}«Come raccogliere – afferma una volontaria di “[i]Il grande muro della solidarietà[/i]” – il seme della carità che ci ha lasciato Don Orione 100 anni fa? Oggi, come allora, c’è bisogno di aiuto per tutti coloro che attraversano difficoltà di ogni genere. Nella cattedrale ci sono le reliquie di San Luigi Orione, a sinistra le immagini e i ricordi di quello che fece 100 anni fa a Pescina, e a destra la navata è vuota. Allora, se 100 anni fa era il momento T0, oggi è il momento T100. Cosa abbiamo capito dopo 100 anni e guardando quelle foto? Cosa possiamo fare? Forse cercare di copiare (indegnamente) il suo esempio. Come? Raccogliendo tutto quello di cui possono aver bisogno coloro che sono stati travolti dal terremoto odierno (la perdita di lavoro, la crisi, la malattia, le tasse) e metterlo a disposizione. Noi non li conosceremo mai, lasciamo ai religiosi il compito di assegnare tutto quello che andremo a raccogliere. Tutto questo per cercare di ricostruire la grande parete di solidarietà che è l’unica che regge nell’infinito oceano di problemi».

{{*ExtraImg_230356_ArtImgCenter_500x669_}}

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