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Bracconaggio e veleno, tempi duri per la fauna del Parco del Gran Sasso

Il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Amatrice (Rieti), dipendente dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Cfs per il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga di Assergi, in questi primi giorni del 2015 è stato impegnato su più fronti in un’attività di controllo del territorio particolarmente intensa, sia all’interno che all’esterno dei confini del Parco.

L’ottimo lavoro portato avanti con tenacia dagli uomini della Forestale di Amatrice, toccando ambiti criminali diversi che vanno dal bracconaggio alla movimentazione illegale di armi sino all’avvelenamento di fauna selvatica protetta e di animali domestici – si legge in una nota dell’ente – ha condotto all’individuazione di diversi presunti responsabili e al loro deferimento alla competente autorità giudiziaria.

Partendo dall’area particolarmente protetta del Parco nazionale e nel cui territorio opera il Comando Stazione di Amatrice, gli uomini della Forestale hanno sorpreso due presunti bracconieri di 30 e 54 anni – uno residente ad Accumoli e uno in provincia di Ascoli Piceno – che sono stati immediatamente deferiti alla competente autorità giudiziaria. Un fucile semiautomatico cal. 12 e relative munizioni (tutte caricate a palla), nonchè una carabina cal. 308 winchester, munita di ottica e relative cartucce per tiri di precisione anche a distanza: questo il materiale sequestrato.

L’intensificazione dei controlli e la decisione di approfondire il filone dell’attività investigativa ha successivamente condotto a diverse perquisizioni, sia in casolari di campagna che presso alcune abitazioni, allargando l’attività, a seguito di articolate indagini, oltre i confini del Parco, verso Accumoli, Poggio Moiano e Roma.

Nel corso di queste perquisizioni sono state rinvenute armi e munizioni di diverso calibro che, dai controlli effettuati, sarebbero risultate non essere state denunciate all’Autorità di Pubblica Sicurezza; cinque fucili, oltre a munizioni caricate a palla sia per fucile che per carabina, ma anche per pistola. La persona ritenuta coinvolta nei fatti accertati, un sessantenne residente nel Comune di Accumoli, è stata deferita alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.

Negli stessi giorni gli uomini della Forestale di Amatrice si sono trovati a eseguire diversi controlli e perquisizioni finalizzati anche a perseguire l’uso illegale del veleno a seguito di numerosi casi di avvelenamento di fauna e animali domestici per motivazioni diverse. Mentre si indaga per l’individuazione dei responsabili di una pratica terribile che mette a repentaglio non solo la vita di animali, ma anche la pubblica incolumità, le aree interessate sono state sottoposte a bonifica attraverso l’intervento del nucleo cinofilo antiveleno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga condotto dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato del Cta di Assergi.

Dalla direzione dell’ente del Parco è stato espresso un particolare plauso all’attività di prevenzione e repressione delle violazioni contro l’ambiente condotta dal personale del Corpo Forestale dello Stato attraverso i propri Comandi Stazione distribuiti sul territorio; uomini e donne incessantemente e giornalmente impegnati su più fronti anche per la salvaguardia delle aree protette dei nostri splendidi e vulnerabili parchi nazionali.

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