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‘Affari tuoi’ a L’Aquila, code per il casting

di Gioia Chiostri

Quanto è lungo il cammino di un’idea? Tanto quanto i chilometri che separano il luogo di nascita della propria dimora dal casello autostradale di L’Aquila Est. La speranza è una teca di cristallo con all’interno tutto il futuro immaginato ad occhi e cuore aperto. Ieri pomeriggio, verso le ore 16, presso il noto ristorante aquilano ‘Il Baco da Seta’, ciurme di avventurieri dell’avvenire si sono dati appuntamento per affacciarsi, anche se per poco, al mondo parallelo dei pacchi. Il programma televisivo ‘Affari Tuoi’ – dove la Fortuna ha un numero, un peso e un rapporto [i]tête-à-tête[/i] col dottore – è in cerca di nuovi volti e nuove storie da poter migliorare. Vincite stratosferiche o stratosferiche cadute di stile, non importa: ciò che conta è la speranza che v’è dietro qualsiasi gioco TV a premi consistenti.

{{*ExtraImg_230302_ArtImgRight_300x400_}}Premiato come migliore trasmissione Rai il 9 marzo 2014 e condotto da un timoniere e showman eccezionale quale Flavio Insinna, a tutti gli effetti il nuovo papà del programma, ‘Affari Tuoi’ ha preso sempre più le sembianze di un condominio italiano dove si incontra il meglio di ognuna delle 20 Regioni attuali. L’Abruzzo sembra avere molto da offrire in quanto a personalità testarda e determinata al contempo. Gruppi di persone fra le più differenti, ieri, si sono spesi in provini individuali. Scopo: far colpo sulla redazione. Ogni ipotetico concorrente ha portato davanti ai ‘severi giudici’, esperti del tubo catodico, il proprio bagaglio di esperienze pratiche ed emozionali. 500 le persone in coda per il treno che passa una volta sola.

{{*ExtraImg_230303_ArtImgRight_300x225_}}Secondo fonti dirette, ogni partecipante, previa telefonata pre-selettiva, ha dovuto presentarsi al casting munito di carta d’identità, codice fiscale, foto personale e foto di famiglia nel taschino della giacca. I provini si sono tenuti secondo il metodo scaglionato: ossia il folto esercito di aspiranti abitanti del ‘condominio’ Rai è stato inizialmente diviso in gruppi da 20 persone ciascuno. Ogni gareggiante, poi, ha dovuto confrontarsi con la telecamera individualmente e sostenere un colloquio orale di 5 minuti vertente sulla propria vita privata. Domande secche e mirate. Risposte altrettanto oculate. Fra la ciurmaglia di aspiranti ‘apri-pacchi’, il possibile volto del nuovo concorrente Made in Abruzzo. Fra le questioni poste, anche quella da un milione di dollari: ‘[i]che cosa faresti se vincessi 500 mila euro?[/i]’.

{{*ExtraImg_230304_ArtImgRight_300x400_}}Molti pensionati, secondo occhi indiscreti. Quasi un cliché, oramai. E non solo perché in TV si diventa più ‘in’, ma anche e soprattutto perché in TV si può far fortuna. Una di quelle che abbisogna oggi per tirare avanti a suon di vita vissuta bene. ‘Affari tuoi’ è un condominio di condomini non ancora totalmente esacerbati dai tempi bui che corrono. La speranza, dicevamo in incipit, è una teca di vetro delicatissima e stranamente infrangibile. Oggi, nei tempi del nero in tasca e del vuoto in banca, si cerca il ‘di più’ per vie traverse. L’importante è che non diventi un impiego a tempo pieno ma rimanga un brioso scacco matto alla routine della quotidianità.

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