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La Coccinella con la varicella e altre storie avezzanesi

di Gioia Chiostri

C’era una volta una scrittrice di favole per bambini e c’era una volta il sogno di poterle raccontare ai piccoli abitanti della città di Avezzano per aiutarli a crescere. «Le favole sono il simbolo del buon costume e del buon consiglio mascherato da gioco divertente. Sono schemi di giusti valori indossanti gli abiti variopinti dell’incantesimo». Bussare alla porta dell’Immaginazione, presentarsi e cominciare una lunga storia di amicizia con essa, composta da parole, immagini e pensieri sbrigliati al vento della fantasia. Questo è accaduto ad una mamma di Avezzano, classe ’49, di nome Maria Speranza Colabianchi, che, in una giornata dettata dalle leggi della nostalgia, ha intrapreso la via maestra del voler mettere nero su bianco il suo talento. Quello di far volare nella mente storie di coraggio, riscossa e lealtà.

«Quindi non storie qualunque – spiega la figlia, Loredana Mareri, residente ad Avezzano ed intervistata da IlCapoluogo.it – ma piccoli gioielli di fantasia. Mia madre, dacché io mi ricordi, ha sempre avuto la mania per le storie ‘fai-da-te’. Un giorno, per caso, noi figli, abbiamo deciso di mettere a frutto questa sua energia pura, decidendo di far stampare le sue invenzioni». Una sorta di auto-pubblicazione immaginifica, caratterizzata da un lavoro certosino degno delle migliori produzioni: è stata edita la prima favola per bimbi made in Casa Colabianchi-Mareri, intitolata ‘La coccinella con la varicella’. Fino ad oggi, la mamma di Loredana, ha scritto altre quattro favole e un racconto: un gioco della mente il suo, che, però, produce consigli e insegnamenti. La prima favola prodotta è una specie di inno all’apprezzamento delle diversità. A livello cronologico, non è la prima storia ideata dalla signora Colabianchi, ma per la sua massima attenzione ad un tema così ‘spinoso’ quale il bullismo dettato dall’ignoranza dell’accoglimento e della tolleranza, «abbiamo deciso, di comune accordo, di dare alle stampe prima questa storia. – spiega la figlia – Abbiamo in mente di pubblicare anche le altre favole e creare, magari, una sorta di collana editoriale. Mia madre inventa e scrive, io e mia nipote disegniamo». Il libro, infatti, composto di 12 pagine in totale, ha, al suo interno, delle vignette illustrate che aiutano a comprendere anche visivamente il racconto. I disegni interni sono stati completamente elaborati e colorati dalla bambina di 8 anni, nipote della scrittrice per caso, assieme all’aiuto professionale di una disegnatrice professionista di nome Assunta Blasetti. Le vignette ripercorrono la storia fantasiosa di una coccinella fatta sentire dagli altri insetti ‘diversa’.

{{*ExtraImg_230206_ArtImgCenter_500x371_}}«Ho visto – aggiunge Loredana – che le storie ideate da mia madre nascondevano molto senso. Significati profondi e messaggi puliti sono i suoi cavalli di battaglia. La prima favola inventata da mia madre è stata ‘La Stellina Triste’, vincitrice, in un concorso letterario minore, di un premio quand’io frequentavo addirittura le elementari. E’ una donna dalla creatività galoppante, tant’è che sue produzioni artistiche sono anche dei gioielli in plastica realizzati interamente a mano. Su Facebook, le sue creazioni artigianali sono ben in vetrina sulla pagina virtuale ‘Oggetti in plastica riciclata’. La seconda storia da lei ideata è intitolata ‘Il Porcospino e il Riccio di campagna’, vicina questa alla pubblicazione». Sotto fili di parole e cuciture di proposizioni incantatrici, messaggi spontanei autografati, come quello inerente la solidarietà: «una virtù che dovrebbe essere onnipresente».

La Coccinella, protagonista della prima favola stampata, è considerata ‘diversa’ dagli altri insetti. Fra le righe, s’intravvede il dettame marcescente del bullismo. «In un parte del racconto, la coccinella, di fatti, afferma: ‘non bisogna mai giudicare nessuno solo dall’aspetto’ (un insegnamento che davvero travalica i confini delle generazioni Ndr.)», afferma ancora Loredana. A Casa Mareri, inoltre, l’arte è bene accolta e lasciata fiorire in ogni suo aspetto. Lei stessa, tatuatrice per professione ed esperta di trucco permanente e di bellezza, si è reinventata disegnatrice per dare piacere a sua madre, la quale, ha ricevuto il libro rilegato ad hoc proprio sotto Natale. Alla fine del racconto, la coccinella verrà accettata perché i puntini che ha e inizialmente considerati come una sorta di sintomo di malattia (varicella, rosolia, morbillo o indigestione), verranno poi considerati come parte integrante di lei e della sua personalità. Ne ‘Il porcospino e il riccio di castagna’, invece, viene toccato il tema del ‘peso sullo stomaco’, ossia la stanca sopportazione di qualsiasi situazione non gradevole, conducente, però, alla fine, ad un sacrificio ben ripagato. «Prima o poi, verremmo ricompensati: le sofferenze non vengono mai da sole, ma nascondono, spesse volte, una luce insperata in fondo al tunnel. Nella favola, il riccio di castagna si infila fra gli aculei del Porcospino: diventa la sua croce per un certo periodo di tempo. Alla fine della storia, però, il riccio cade, si apre e svela il suo frutto: la castagna. Un dono prelibato che ricompensa il Porcospino della fatica sopportata». Dietro ogni artista, poi, si cela un’anima scurita per metà. L’arte, infatti, suole intaccare geni fin troppo sensibili, che hanno avuto a che fare con l’altra faccia della vita, quella maleducata. «Mia madre – spiega ancora Loredana – non ha avuto una facile esistenza. Mio padre ha subito i capricci di una grave situazione di salute, subendo molti interventi alla testa. Lei è stata il suo angelo custode ed ha praticamente vissuto appieno tutti i lati negativi di questa condizione. Credo che il racconto di favole sia stata la sua valvola di sfogo. Il nostro obiettivo è quello di andare a leggere queste storie presso gli ospedali, ai bambini lì ricoverati, oppure nelle strutture delle varie ‘Case Famiglia’ locali. Regalare un sorriso, il che non costa poi molto – sorride – questo lo scopo alla base. Noi cerchiamo, ovviamente, dei finanziatori per la collana che vorremmo pubblicare o, comunque, persone che intendano credere nel nostro progetto. Vogliamo dare vita ad una preziosa lista di titoli per bambini, che possa far volare con la fantasia chi, oggi come oggi, colpa di una quotidianità scadente, non riesce più a farlo come vorrebbe e potrebbe».

{{*ExtraImg_230209_ArtImgCenter_500x438_}}«Il libro rilegato – racconta Loredana – me lo hanno consegnato il 23 dicembre a sera, quindi proprio pochi attimi prima il giorno di festa per eccellenza. Nella Marsica, c’è un humus creativo eccezionale: nelle piccole cose, si nasconde il vero valore di tutto». Un libro, ‘La coccinella con la varicella’, che si dimostra essere un essere a sé, quasi: autofinanziato, auto-colorato, auto-scritto e auto-confezionato. «Una fede di famiglia che non cede e non cederà mai. Sono favole e racconti che insegnano ed educano. ‘La stellina triste’, ‘Il porcospino e il riccio di castagna’, ‘Il cavalluccio marino e la bambina’, ‘L’aquilone piumato’, ‘Il leone gelosone’ e, appunto, ‘La coccinella con la varicella’ sono pezzi di cuore. Mia madre, nel corso degli anni, ha dato luogo a tante storie efficacissime. Sono favole giunte all’improvviso e incise su carta al volo. L’altro giorno, correndo in Pineta ad Avezzano, anche a me è venuta in mente una storia, spero, un giorno, di raccogliere l’eredità creativa di mia madre». La favola della Coccinella può essere acquistata presso le varie librerie e cartolerie della città di Avezzano, rispettivamente da ‘La Sorgente’, ‘Mondadori’, ‘Putaturo’, ‘Panella’ e il caffè letterario ‘Vieniviaconme’. Il prezzo è di 8 euro a libro. «La copertina è stata realizzata interamente da me: ci ho messo l’anima», aggiunge Loredana. Miriam, la nipote di 8 anni, figlia del fratello di Loredana, ha contribuito alla realizzazione dei disegni. «Per i bambini, è un gioco, ovviamente. Per noi, invece, un voler sorprenderci di nuovo per vecchie sensibilità ritrovate». La fantasia è una specialità umana: fra travestimenti, metamorfosi, morali e insetti parlanti, questa forte e connotativa peculiarità viene fuori a sprazzi. «La sua sofferenza si è trasformata in un qualcosa degno di lodi», conclude Loredana. Gli artisti riescono a creare cose pazzesche, e tutto grazie alle loro anime imbelli e ribelli. «Io sono la sua prima fan – aggiunge ancora Loredana – se non avessi visto del talento in lei, non avrei mai pensato di imbarcarmi in questa avventura editoriale. Io sono per la qualità e per l’attenzione al più piccolo, che solo per ignoranza ed indifferenza, molto spesso, viene scambiato per più debole. Lottiamo tutti i giorni per affermare i nostri diritti acquisiti; nelle favole, si rievocano queste sensibilità verso l’altro, prese di coscienza quasi obbligatorie, visto il nostro sistema comunitario odierno. Abbracciamoci e abbracciamole: il resto verrà da sé».

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