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Regione e informazione, borse di lavoro per i giornalisti disoccupati

Nel tradizionale scambio di auguri che il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha voluto scambiare con i giornalisti abruzzesi, il presidente ha dato notizia che sono in arrivo delle Borse Lavoro da destinare a quei giornalisti disoccupati che potranno essere impiegati come uffici stampa tra quei comuni che realizzeranno una unione di servizi.

Di Pangrazio ha spiegato che proprio nelle crisi «si può perdere abitudine ad acquistare informazione e quindi compito della regione è mettere in cantiere una legge che aiuti a stabilizzare gli uffici stampa locali».

{{*ExtraImg_229915_ArtImgCenter_500x375_}} Nel fare il consuntivo delle attività di informazione del Consiglio regionale, Di Pangrazio oltre ad avere sottolineato ancora una volta «la mia vicinanza all’informazione abruzzese nel suo momento di massima crisi, mi auguro che cresca la collaborazione tra le istituzioni politiche e l’informazione stessa, che vengano rimossi gli ostacoli a questo rapporto, perché non è più tempo delle contrapposizioni».

Al termine dell’incontro Di Pangrazio ha consegnato un riconoscimento simbolico ad alcuni giornalisti che hanno raccontato le vicende del Consiglio regionale nelle legislature che si sono susseguite e che hanno contribuito a scriverne la storia: si tratta di Amedeo Esposito, Gianfranco Colacito, Gianfranco De Risio, Franco Farias, Stefano Pallotta, Giuseppe Guastella.

INFORMAZIONE – L’ABRUZZO PENALIZZATO IN QUANTO A PLURALISMOUno sguardo attento al mondo dell’informazione locale, con l’impegno – da parte del Consiglio regionale – di portare avanti tutte le iniziative istituzionali necessarie a sostenere il settore, che sta attraversando una delle crisi strutturali più gravi degli ultimi anni. Un impegno ribadito questa mattina all’Emiciclo dal Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, nel tradizionale incontro con i giornalisti accreditati che seguono i lavori dell’Assemblea.

«Le testate locali – ha sottolineato il Presidente – hanno raccontato e raccontano le nostre realtà territoriali, rappresentano le nostre radici, sono una parte sostanziale dell’identità regionale, sono la nostra storia. Ogni testata, che viene meno in Abruzzo porta ad un restringimento dei diritti civili, ad un ridimensionamento del sistema democratico. Purtroppo, a causa delle scelte imprenditoriali di alcuni editori, la nostra regione è uscita fortemente penalizzata sotto il profilo del pluralismo, con la chiusura o la riduzione di diverse redazioni. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa della stanza del Gruppo Stampa Regionale che abbiamo voluto allestire negli spazi dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale».

«Un modo per essere vicini e sostenere i giornalisti che oggi, proprio a causa delle decisioni degli editori, si ritrovano a dover lavorare senza più avere una redazione a disposizione. Si tratta di una prima iniziativa, sicuramente non risolutiva del problema, ma che vuole rappresentare un segnale concreto, che si va ad aggiungere al progetto di legge sulle ‘borse lavoro per i giornalisti’, che sarà depositato nei prossimi giorni».

Di Pangrazio – seduto accanto al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Stefano Pallotta, al neo Segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi Paolo Durante e al Vice Presidente vicario Lucrezio Paolini – ha anche ricordato che si tratta di impegni assunti nel corso del tavolo tecnico sull’editoria che si è tenuto a novembre a Pescara, propedeutico alla [i]“Conferenza sull’informazione” [/i]in programma il mese prossimo e voluta fortemente dal Consiglio regionale. Ma il Presidente ha anche posto l’accento su altre questioni, ripercorrendo i momenti principali di questi primi 7 mesi della X Legislatura: dall’incontro con i vertici delle Ferrovie per il miglioramento dei servizi in Abruzzo, al protocollo per la valorizzazione dei Cunicoli di Claudio nel Fucino; dall’insediamento alla Calre, alla giornata dedicata ai caduti in agricoltura, che ha rappresentato un momento importante di riflessione sui temi legati alla sicurezza sul lavoro.

«Siamo appena all’inizio del nostro mandato – ha aggiunto – ma abbiamo diversi progetti su cui stiamo già lavorando. Penso, a esempio, al processo di semplificazione legislativa, con l’abrogazione di centinaia di norme regionali che rendono complicata l’applicazione delle disposizioni. E poi abbiamo intenzione di istituire un organismo tecnico che possa supportare gli altri enti, soprattutto i più piccoli, a presentare progetti che possano essere ammessi a fruire dei finanziamenti europei».

PREMI AI MASSIMI GIORNALISTI REGIONALI – In occasione del tradizionale scambio di auguri con i giornalisti accreditati all’Emiciclo, il Presidente Giuseppe Di Pangrazio ha consegnato un riconoscimento simbolico – ma di peso per il contenuto intrinseco di stima e gratitudine – ai giornalisti che nel raccontare la massima Istituzione regionale, nelle Legislature che si sono susseguite, hanno contribuito a scriverne la storia.

I premi sono andati ad Amedeo Esposito con la seguente motivazione: «ha portato l’agenzia Ansa in Abruzzo. Decano dei giornalisti regionali, ha contribuito con Silvio Graziosi a formare la prima generazione dei giornalisti politico-istituzionali. Attento lettore della vita politica e sociale abruzzese, oggi la interpreta in qualità di storico»; a Franco Farias, «tra i primi giornalisti Rai a seguire l’attività del Consiglio regionale. E’ stato vicino all’Istituzione anche nei momenti più difficili e critici della vita politica regionale, seguendone le vicissitudini con stile e misura. I suoi approfondimenti, restano un esempio di giornalismo televisivo di qualità»; a Stefano Pallotta, «uno dei giornalisti dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale dell’era moderna, ha raccolto l’eredità di Colacito all’Agi, e oggi ricopre l’importante ruolo di Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. Il suo passaggio nell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale ha lasciato un segno professionale significativo, sopra tutto nell’ambito dell’Agenzia stampa quotidiana Acra, tuttora testata di punta dell’Istituzione».

Assenti alla consegna dei riconoscimenti Gianfranco Colacito che «ha portato l’agenzia Agi in Abruzzo. Grazie alla sua capacità di scrittura ha realizzato servizi sulla politica regionale di grande impegno, senza mai rinunciare alla sua vena polemica, ma pur sempre costruttiva»; Gianfranco De Risio, «giornalista de Il Messaggero, insieme a Guido Polidoro è stato tra i fondatori del Gruppo Stampa Regionale. La sua presenza silenziosa e severa nell’Aula del Consiglio regionale ha rappresentato un punto di riferimento per le nuove leve. Attento interprete della politica regionale, ne ha raccontato le pagine più significative»; Giuseppe Guastella, «giovanissimo redattore precario dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale negli anni Ottanta, è l’orgoglio dei suoi ex colleghi, che lo hanno visto crescere nella professione sino ad approdare al Corriere della Sera. La sua presenza ha rappresentato una ventata di rinnovamento per l’Ufficio Stampa, dove ha saputo inserirsi con l’educazione e la modestia che lo accompagnano in tutta la sua carriera».

Guastella ha voluto inviare un messaggio al direttore responsabile dell’Acra Rita Centofanti: «Cara Rita, gli anni che ho trascorso in Abruzzo e all’Ufficio stampa del Consiglio regionale sono stati trai più eccitanti della mia carriera. Per questo motivo sono veramente rammaricato di non poter essere lì con voi a ricordare quei tempi bellissimi e quell’esperienza che fu la costituzione del Gruppo stampa regionale con Guido Polidoro, che è sempre stato un esempio, e Silvio Graziosi, al quale più di uno di noi deve essere grato, con te, Giampaolo e Stefano. Conservo ancora la tessera della nostra associazione. Avevo già organizzato il viaggio all’Aquila, come sai, ma un impegno improvviso di lavoro, e all’ultimo anche una fastidiosa influenza non mi consentono di venire. Mi dispiace davvero tanto, la nostalgia aumenta. Vorrei che tu e Giampaolo ringraziaste per me il Presidente Di Pangrazio, che non ho l’onore di conoscere di persona, ma spero di avere l’opportunità di colmare questa lacuna la prossima volta che verrò a trovarvi. Una saluto a tutti i colleghi che ancora si ricordano di quel giovincello che bazzicava Palazzo dell’Emiciclo. Giuseppe Guastella».

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