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Mimmo Emanuele: «Mail Art per L’Aquila»

E’ in viaggio verso Roma «la mia Mail Art per la città dell’Aquila, dedicata a un bambino di 2 anni dagli occhi azzurri, volato in cielo con i suoi giovani genitori il 6 aprile 2009». Ad annunciarlo è l’artista aquilano Mimmo Emanuele. L’iniziativa si sviluppa nell’ambito di “L’Aquila Foreve – 99 rintocchi per la resurrezione e Onna nel cuore”.

L’Aquila al centro del mondo“. Questo il titolo della manifestazione di arte postale (Mail Art) dedicata alla città dell’Aquila e alle zone limitrofe a 5 anni dal sisma del 6 aprile 2009, ideata dagli Archivi del Presenteismo di Roma, rappresentato dall’artista aquilano Alessandro Piccinini.

{{*ExtraImg_229776_ArtImgRight_300x225_}}«Una mail Art emozionalmente aperta e unica nella sua specificità – spiega Emanuele – un rituale che accomuna la storia millenaria a quella attuale. Tutti i lavori inviati all’organizzazione romana saranno donati alla Fondazione 6 Aprile per la vita dell’Aquila che li conserverà insieme a tutta la documentazione ricevuta da ogni parte del mondo». Le Mail Art saranno esposte il 21 marzo a L’Aquila, nel corso dell’evento conclusivo di “L’Aquila Forever”, al Palazzetto dei Nobili.

«L’Aquila, insomma, con l’arte, sempre all’attenzione e al centro del mondo – aggiunge Emanuele – Così anche nella biennale di Napoli, che mi vedrà protagonista con “[i]Il libro d’artista – 7/21 marzo 2015[/i]”, presso il palazzo Pan delle Arti Naturali, manifestazione ideata e curata da Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma tramite Lineadarte – Officina Creativa».

{{*ExtraImg_229777_ArtImgRight_200x300_}}«La biennale “Libro d’artista” – spiega Emanuele – è finalizzata a stimolare e incentivare la ricerca nell’ambito del libro d’Artista. L’organizzazione della città partenopea ha voluto che nel mio libro d’artista fosse rappresenta la situazione dell’Aquila nel post sisma. Ho inteso così dedicare alla mia città la mia opera unica, formata da otto dipinti in tecnica mista (ciascuno dal formato 30 x30 ) collezionati a soffietto e poi chiusi come fosse un libro; appunto, il classico libro d’artista. Ho rappresentato così una visione dell’Aquila, vista in chiave di rinascita e molto colorata in tutti i suoi aspetti grafici/pittorici».

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