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#Avezzano15: «Da esperienza dolore nasca grande progetto»

«Ricordare chiama in causa la memoria, ma questo deve significare prendere come insegnamento quello che è già accaduto. Grande forza alla Marsica, grande solidarietà ai caduti e grande stretta di mano ai Comuni marsicani che oggi rivivono quella catastrofe. Il terremoto, con il carico di dolore e di sangue, è un’esperienza estrema ma non possiamo attendere che si verifichi il fatto distruttivo per capire, riflettere e costituirci in comunità». Lo ha detto il presidente della Giunta regionale Luciano d’Alfonso questa mattina, intervenendo alla cerimonia commemorativa per il centenario del terremoto del 1915 che colpì la città di Avezzano e molti paesi della Marsica e in cui persero la vita circa 30mila persone.

«Torniamo a 100 anni fa – ha proseguito il presidente – c’era un sistema Paese assolutamente impreparato a reagire alle catastrofi e in ragione di questa assenza, all’inizio, scattò una straordinaria capacità di solidarietà delle persone, delle famiglie dei piccoli e medi Comuni. Quello che è successo ha la forza di una grande lezione. Scattiamo una foto a quella data. Davanti alle catastrofi c’è bisogno di una legge che precisi cosa deve accadere affinché le istituzioni recuperino legittimazione. Non può andare in onda l’improvvisazione. Oggi occorre precisare compiti, doveri, organizzazione. Dobbiamo rilevare anche come una Protezione civile moderna non chiama in causa solo i pubblici poteri ma anche la comunità, la società stessa. Con questo spirito coltivo l’impegno affinchè l’Abruzzo si faccia riconoscere per la forza di realizzare una grande organizzazione di Protezione civile, perché, con i Comuni e con le esperienze associative, nasca una straordinaria capacità di protezione».

Il presidente si è poi soffermato sull’aspetto della sicurezza. «Facciamo in modo innanzitutto – ha aggiunto – che il territorio venga messo in sicurezza attraverso una legge che coinvolga ovviamente anche la regione. Inoltre, dobbiamo aiutare questa realtà ad edificarsi come grande territorio, da qui abbiamo bisogno che si determini, alla luce di quell’esperienza di dolore e di solidarietà, un grande progetto. Dalla memoria di quella esperienza nasca una grande ambizione progettuale, quella di istituire una grande città territorio».

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