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Ex Otefal, Melilla: «Scongiurare dramma occupazionale»

Il deputato di Sel Gianni Melilla ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro del Lavoro sull’ex Otefal di Bazzano (L’Aquila).

Il parlamentare abruzzese nel sottolineare che sulla vertenza dell’ex Otefal «tutto tace», ha chiesto al ministro «se non ritenga necessario promuovere una iniziativa urgente con le parti sociali, gli enti locali e i vertici aziendali per cercare soluzioni produttive e occupazionali e scongiurare questo dramma occupazionale».

Il deputato ricorda che «nel 2005 veniva annunciata la nascita di Ala, l’azienda che avrebbe completato la filiera della Otefal attraverso una fonderia e un reparto laminatoio. Nel 2007 Otefal sbarca in Sardegna e sigla un contratto d’affitto per la Ila. In questo periodo le cose sembrano andare bene. Nel 2009, l’Otefal riavvia l’attività a solo un mese dal sisma. Ma iniziano i problemi, fino all’ingresso, nel 2010, nella procedura concorsuale. Nel 2012 si firma l’accordo con i siriani della Madar, che affittano il sito e ricollocano i lavoratori. Dura poco – osserva Melilla nell’interrogazione – perchè non viene bandita la gara per la vendita, i siriani lasciano e i lavoratori finiscono in mobilità. Finalmente – prosegue – il 26 novembre scorso un consorzio di aziende abruzzesi si è aggiudicato, alla cifra di 1 milione e 400mila euro, il lotto dell’immobile riservato alla cosiddetta stiratura dell’alluminio. Si trattava della quarta asta, le prime tre erano andate deserte. Ha partecipato un solo gruppo appena costituito, tra la Feral Recycling di Chieti e la Vs Alluminium di Paganica, che si è aggiudicato il lotto della Stirall. Assenti gli spagnoli della Lux Perfil, che avevano presentato un’offerta di acquisto per l’intero stabilimento, illustrata anche al sindaco. Si tratta della linea tensospianatrice del materiale grezzo, dove dovrebbero essere riassorbiti circa una ventina di addetti. Un numero esiguo, rispetto a tutto il personale in mobilità che è di 170 unità, ma che potrebbe tornare subito al lavoro. Ma è passato oltre un mese e il 22 dicembre anche la cordata spagnola che aveva manifestato interesse per il sito avrebbe avanzato un’offerta».

Al ministro, infine, Melilla fa presente che «i sindacati in una nota chiedono un incontro con la nuova proprietà, in modo da intavolare le trattative per riassumere i primi operai e avere delucidazioni sul piano industriale e sul futuro dei restanti addetti in mobilità dallo scorso giugno».

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