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Tagliacozzo, dal web al reale si difende l’Ospedale

di Gioia Chiostri

Tagliacozzo non molla la presa sul diritto ad una Sanità per tutti e sui luoghi simbolo di essa, posizionati ad un passo dagli utenti che se ne servono. Ogni pietra poggiata a terra in maniera salda da chi ci ha preceduto, rappresenta un sussurro e un proverbio innato che inneggia al progredire nel domani che verrà. Così gli Ospedali: mura di speranza, pareti di solidarietà; porte e finestre di ascolto vivo. «Muovere, rimuovere, svellere i principi base della Sanità a portata di tutti, significa provocare un nuovo burrascoso terremoto. A 100 anni dal terribile sisma che distrusse la Marsica intera e che incenerì parte delle speranze dei suoi abitanti, urge tornare sui passi delle decisioni che si sono malauguratamente intraprese. Torno a dire che non si può morire sulle ambulanze», così la rappresentate del Comitato Pro Ospedale, la dottoressa Rita Tabacco. L’Ospedale ‘Umberto I’ della città marsicana di Tagliacozzo sembra, oggi più che mai, essere circondato da una specie di cerchio umano della difesa. Mani giunte e congiunte in attesa della nuova decisione pro o versus Ospedale, che verrà resa nota il giorno 14 gennaio, in sede di Tribunale regionale amministrativo: si discuterà, di fatti, la sospensiva per il ricorso che ha ad oggetto proprio l’annullamento dell’atto ‘depotenziatore’ del manager della Asl, Giancarlo Silveri, che vorrebbe la transizione del Pronto Soccorso locale in un semplice punto di primo intervento.

La dottoressa Rita Tabacco, assieme all’avvocato Paolo Novella, nelle vesti di difensore del Comune di Tagliacozzo (che si è costituito in giudizio ‘ad adiuvandum’) in merito alla decisione delle sorti del nosocomio stesso e del suo «indispensabile servizio di Pronto Soccorso, strappato via da un manager poco attento alle esigenze di territori ostici dal punto di vista logistico», si troverà ben presto a portare in aula le ragioni della salvaguardia del presidio di primo soccorso tagliacozzano. Una lunga diatriba, infinita quasi, che pone sui due piatti della bilancia i tagli alla Sanità regionale da una parte (si vedano i tanti punti nascita sulla via del tramonto) e le necessità degli utenti dall’altra. Cosa accadrà il 14 gennaio? «Si attende, con speranza e anche con grande attenzione, quello che il Tar Abruzzi andrà a decidere sulla situazione di una Marsica occidentale, per la quale, in particolare per l’Umberto I, il Consiglio Regionale d’Abruzzo, in seduta unanime del 16 dicembre scorso, ha presentato una risoluzione di sostegno per annullare l’atto deliberativo del manager Silveri risalente al 15 settembre 2014. Attraverso quell’atto amministrativo, Silveri ha praticamente declassificato la struttura sanitaria tagliacozzana, dando uno schiaffo sonoro alla città», afferma la Tabacco.

«Il 12 gennaio – afferma a IlCapoluogo.it la dottoressa – noi cittadini marsicani ci troveremo tutti di fronte la sede del Pronto Soccorso dello scandalo. Senza più nemmeno un’ambulanza, cancellata in data 1 dicembre 2014, il nostro Ospedale rischia di divenire una cattedrale nel deserto. Tutta la cittadinanza prenderà parte all’azione di protesta. La città percepisce, infatti, con grande attenzione la situazione stessa, a seguito soprattutto di incontri pubblici formali ed informali e alla luce del fatto che l’inverno risulta essere un momento delicatissimo per tutta la struttura socio-sanitaria. Eppure, l’intesa Stato-Regioni risalente al 5 agosto 2014, testualmente, ha una disciplina di particolare attenzione che mira a far restare i Pronti Soccorsi considerati al di fuori dei parametri indicati nei Piani Sanitari (nello specifico: il Pronto Soccorso nelle isole e il Pronto Soccorso nei paesi montani Ndr.). Quindi, leggano bene le carte coloro che sono preposti».

Opera di volantinaggio, messa in moto del web, opinioni, consigli e rimostranze in viaggio sulle strade di Tagliacozzo, attraverso il mai fuori-moda ‘passaparola’. Di ciò si sostanzia la protesta pacifica pro Ospedale che vedrà la luce il 12 gennaio venturo. «E’ il territorio che lo difende. È la città stessa che non vuole più essere distrattamente calpestata. Il 12 gennaio, i problemi sociali troveranno una valvola di sfogo nelle piazze. Torna oggi, con un’attualità dolorosa, il ricordo del sisma devastante del 1915, che colpì un territorio proficuo e ricchissimo quale la Marsica. Oggi, però, ciò che mi preme sottolineare in questa sede, è la mala situazione in cui versa il nostro efficientissimo Ospedale. Funzionante, con posti letto e personale abilissimo, si sta avvicinando sempre più a morte certa. Noi, simbolicamente, ci uniamo nella preghiera per la commemorazione del sisma della Marsica; a quell’epoca, ebbero un’attenzione profonda e umana uomini grandi come Don Orione, Don Luigi Guanella e tutti coloro che, a quel tempo, dirigevano l’Italia. Lo stesso Re si recò personalmente sul luogo del disastro. Tutto ciò sia di sprone per i tempi recenti». La manifestazione comincerà alle ore 10 in punto. «Saremo là, a un giorno dalle celebrazioni cardine del Centenario del terremoto, perché è un terremoto toccare la Sanità», annuncia senza remore la Tabacco.

A tal proposito, è nata qualche giorno fa una pagina Facebook dal titolo chiaro ed esplicativo: ‘Difendiamo l’Ospedale’. Un grido, questo, virtuale, che però «dimostra in maniera reale la non volontà di demordere che v’è dietro il Comitato pro Ospedale stesso, da sempre attivo sul territorio. – afferma ancora Rita Tabacco – Si vuole privare la Marsica e i turisti che nella Marsica, e soprattutto a Tagliacozzo, vengono a trascorrere i mesi estivi, di un nucleo per la difesa della vita inattaccabile, vista la sua funzionalità». La pagina Facebook ha, ad oggi, raggiunto i 591 ‘mi piace’: segno del fatto che la città c’è e si dimostra essere a fianco del Comitato. «Ringraziamo – aggiunge Rita – i consiglieri regionali per la risoluzione che hanno voluto porre in essere. Una risoluzione sottoscritta e firmata da alcuni consiglieri che, poi, è riuscita a coinvolgere, fortunatamente, tutto il gruppo consiliare. Ci tengo a ribadire, comunque, che questo non è un discorso politico, ma di verità. Basta tavoli tecnici: Paolucci venga sul territorio e non attraverso una visita teleguidata. Venga a vedere la gente che fa la fila e i reparti: Tagliacozzo non cede. La città, dal canto suo, attende e aspetta – aggiunge la dottoressa Tabacco – che D’Alfonso possa recepire, con un suo atto proprio, la risoluzione. Ha fiducia ma è anche molto in allerta. Mi auguro che saranno i giudici amministrativi a ridare certezza e giustizia alla gente che non ha voce».

Lo stesso vice prefetto vicario di L’Aquila, il dottor Giuseppe Guetta, ha ricevuto nei giorni scorsi una delegazione del Comitato Pro Ospedale. «Siamo stati ricevuti con attenzione autorevole; il prefetto Alecci, ad oggi l’autorità più elevata del governo centrale della Provincia, sappia che la situazione è molto delicata sul piano sanitario e potrebbe avere anche dei risvolti sociali». Il prefetto stesso, sin dal giorno del convegno sulla Legalità, tenuto un mese fa circa in quel di Tagliacozzo, si è sempre dimostrato essere un sensibile ascoltatore dei problemi del territorio marsicano. «Il vice prefetto ci ha ascoltati; le problematiche sono molte, noi aspettiamo fiduciosi», afferma ancora la Tabacco. L’attesa è un dardo scottato verso il buio di quel che sarà. Ha, invece, totalmente abbracciato la causa del nosocomio da salvare il primo cittadino di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa. Ha affidato la causa, congiuntamente all’avvocato Novella, ad un esponente del Comitato, quale la stessa Tabacco. E, proprio egli, non nasconde la sua forte partecipazione ad una manifestazione messa in piedi, in primo luogo, dalle forze sociali territoriali. Afferma il sindaco: «L’amministrazione comunale sposa in pieno ogni difesa del nostro ‘Umberto I’ di Tagliacozzo, anche perché, in veste di primo cittadino, ho sempre detto che non posso accettare i tagli lineari».

Gli avvocati Paolo Novella, Dal Pozzo e Ranuzzi, difenderanno il 14 gennaio il Comitato Pro Ospedale, mentre la stessa Rita Tabacco è stata chiamata alla difesa del Comune. «I tavoli politici, a volte, fermano le situazioni del popolo e non ci aiutano, ma con la risoluzione in pugno, noi ci sentiamo più sereni. Spiace però sottolineare – aggiunge ancora Rita – il silenzio di D’Alfonso: non onora la Regione e non onora lo stesso Presidente. Noi, con i silenzi andiamo poco d’accordo, anche perché lo Stato Civile deve essere aperto e deve sempre di più assumere le sembianze di un palazzo di vetro». La Salute è un bene pubblico tutelato dall’articolo 32 della Costituzione italiana. Uno degli episodi più commoventi ridestanti le grida e i pianti sgorgati dalla ferita tellurica del 1915, è legato alla figura saggia e immortale di Don Orione, l’apostolo della carità sulla strada. «Si racconta che – conclude Rita – non sapendo come poter sistemare i derelitti, usò tutte le macchine che v’erano a disposizione. Utilizzò anche la carrozza del Re, aprendola ai poveri. Ecco: questo momento per noi marsicani si associa, come al solito, all’emergenza sanità. Fra i primi soccorsi, a quel tempo, vi furono le tende disposte sulla nostra Marsica per ridare forza e dignità alle persone colpite dal Sisma. Oggi, invece, c’è la tenda che il Comitato Pro Ospedale, d’intesa con l’amministrazione comunale, pone a tutela dei più deboli, di una Marsica troppo spesso dimenticata». La Protezione Civile, le varie associazioni culturali, il Comune e il Comitato camminano assieme sulle strade per una battaglia di strada, ingaggiata «per chi, forse, oggigiorno, non ha a disposizione nemmeno i soldi per pagarsi il ticket. ‘Fare del bene sempre e ovunque, del male mai’, diceva Don Orione: ebbene, da queste parole luminose e piene, noi tutti dovremmo prendere esempio».

Di seguito, la pagina Facebook dell’evento:

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