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Neve Azzurra, Berlusconi promette di tornare a L’Aquila

«Ringrazio il coordinatore regionale Nazario Pagano per aver organizzato l’evento dopo anni, e la senatrice Paola Pelino per aver contribuito alla riuscita di questa nuova edizione di Neve Azzurra; so che avete discusso di temi di stretta attualità del dibattito politico. Tornerò all’Aquila appena liberato dalle note ristrettezze».

Ha esordito così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, nel suo intervento telefonico durante Neve Azzurra, anticipato al pomeriggio di sabato per consentire ai parlamentari azzurri di partecipare alla Marcia bianca organizzata dopo i fatti di Parigi.

Ed è proprio ai quei gravi episodi che Berlusconi dedica la gran parte del suo intervento: «Penso che gli attentati non siano solo un attacco alla Francia, ma al cuore stesso della nostra civiltà da parte dell’Islamismo militante – ha continuato il presidente – e sono la conseguenza dei molti errori che abbiamo sempre denunciato sulle responsabilità di noi europei».

Sul punto poi Berlusconi ricorda che «quando eravamo al governo siamo stati capaci di contrastare l’immigrazione clandestina, partecipato a tutte le missioni militari contro il terrorismo, auspicato, come continuiamo a fare, l’unicità della politica estera europea, nella ferma condanna dell’Isis e del Califfato, che voglio ricordare si è sviluppato dopo l’uccisione di Gheddafi».

Berlusconi ha richiamato alcune indicazioni programmatiche restando sempre sulla questione internazionale, dalla condanna totale del terrorismo al maggiore controllo dell’immigrazione fino alla necessità, per chi arriva nel nostro paese, di condivisione totale dei «nostri valori, consuetudini e leggi».

Al termine della telefonata, il leader di Forza Italia ha trovato il modo di scherzare sulla controversa norma del decreto fiscale poi ritirata dal governo Renzi, parlando di «odio ed invidia sempre presenti», prima di formulare la promessa di una nuova visita all’Aquila, la trentunesima.

BRUNETTA: «DAL GOVERNO, RITARDO IMBARAZZANTE SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE» – «La sinistra al governo da due anni non ha raggiunto i tre obiettivi che diedero vita al governo Letta, pacificazione, riforme istituzionali e gestione dell’economia. Ma anche con il governo Renzi questi obiettivi sono ben lontani dall’essere raggiunti, compreso quello sulla nuova legge elettorale, che andava subito approvata dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum». Lo ha dichiarato l’onorevole Renato Brunetta (Forza Italia) intervenendo sul tema delle riforme istituzionali nella manifestazione Neve Azzurra di Roccaraso. «Abbiamo un parlamento incostituzionale e sulla materia elettorale si sta palesando un ritardo imbarazzante,tra rinvii e cambi in corsa. Sul bicameralismo paritario – ha sottolineato il parlamentare azzurro – dico che è sì un problema da superare, ma data la gravità della situazione economica, possiamo ritenere questo passaggio una priorità?».

IL PUNTO SULLE PROVINCE – CATTANEO: «UN PASTICCIO ALLA MATTEO RENZI» – «Il governo guidato da Matteo Renzi ha costruito un vero e proprio pasticcio sulle Province, dato che è stato abolito solo il diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti, mentre alcune delle loro funzioni principali, dal dissesto idrogeologico al trasporto pubblico per non tacere dell’edilizia scolastica, sono passate in capo agli enti locali senza aggiunta delle risorse necessarie».

Lo ha sostenuto il Responsabile formazione Amministratori Locali di FI, Alessandro Cattaneo, a Neve Azzurra. Poi, sul tema complessivo delle riforme istituzionali, l’ex sindaco di Pavia taglia corto: «bisognava aprire una discussione più approfondita sull’elezione diretta e sulle attribuzioni del capo dello Stato e ragionare così su una riforma in senso presidenziale del sistema politico italiano».

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