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Cus L’Aquila Rugby battuto in casa

di Marcello Spimpolo

Si conclude con una brutta sconfitta la poule 2 del girone g della Serie C per il CUS L’Aquila di Roberto D’Antonio battuto in casa per 36 a 8 dalla seconda forza del campionato, gli Arieti Rieti.

Ma, a dispetto dell’ampio punteggio, più che di una partita vinta dai Reatini possiamo parlare di una partita persa dai gialloneroverdi cussini.

{{*ExtraImg_229399_ArtImgCenter_500x334_}}Dando atto al merito dei laziali, che però hanno solo fatto un’onesta partita senza dare l’impressione di essere uno squadrone imbattibile, troppi sono stati gli errori visti in campo da parte degli aquilani per pensare di impensierire un avversario tosto in mischia chiusa, cinico nello sfruttare le occasioni create o regalate, e che ha schierato in campo “vecchie volpi” del rugby come il pilone destro Pezzopane,dalle chiare origini aquilane, che, giocando spesso al limite delle regole se non più in là, hanno fatto portare a casa la partita ai reatini.

Gli errori, dicevamo.

Il Cus ne ha commessi di ogni tipo: di handling, almeno due chiare occasioni da meta vanificate da passaggi in avanti a pochi metri dalla linea, di placcaggio, troppe volte si sono visti i trequarti laziali esibirsi in slalom degni del miglior Tomba tra i difensori aquilani, di scelte di gioco, uso del gioco al piede in attacco quando si era in sovrannumero e quindi quando la prosecuzione del gioco alla mano sarebbe stata più opportuna.

Se aggiungiamo a questi gli errori dalla piazzola, con due calci in mezzo ai pali ed una trasformazione altrettanto facile sbagliati nel primo tempo che si è quindi concluso “solo” sull’8 a 3 per il Cus ci spieghiamo il risultato finale.

La svolta della partita si ha quindi nei primi minuti della seconda frazione quando due mete consecutive dei laziali, favorite dai mancati placcaggi di cui abbiamo già detto, ribaltano il risultato e permetteno loro di allungare fino al 17 a 8.

{{*ExtraImg_229404_ArtImgCenter_500x334_}}I reatini approfittano poi della superiorità numerica dovuta al cartellino giallo comminato a Zulli e chiudono l’incontro mettendo a segno altre due mete.

Segue poi una lunga fase di sterile predominanza del Cus ( talmente sterile che gli aquilani nel secondo tempo non faranno registrare neanche un punto a tabellino) che si chiude invece con l’ultima meta reatina, quella che rappresenta in maniera simbolica l’intero incontro: continue percussioni e continui falli dei laziali intorno ai raggruppamenti, serie di punizioni giocate giustamente dai cussini alternando touche e mischie chiuse per cercare di violare l’area laziale.

Quando sembra fatta, con una mischia vincente ed avanzante che porta il pallone fin dentro i cinque metri dei laziali, errore fra mediano e terza centro aquilana di cui approfitta il mediano reatino ( forse partito in fuorigioco) che comunque si impadronisce del pallone, risale il campo per 90 metri e schiaccia in mezzo ai pali.

{{*ExtraImg_229400_ArtImgCenter_500x334_}}Quella di oggi è una partita da dimenticare in fretta per gli uomini di coach D’Antonio che adesso devono invece concentrarsi e prepararsi per la seconda fase del campionato, quando non ci si potrà permettere di certo prestazioni come quella odierna.

Si può e si deve fare meglio, perchè ce ne sono tutte le possibilità e le potenzialità.

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