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2015 col botto all’Adsu

di Roberta Galeotti

Sono ampiamente trascorsi i 180 giorni dall’insediamento del nuovo governo regionale, ma dal fronte Adsu nessuna novità. Il Cda del tanto chiacchierato ente non è stato nominato e la vacanza della governance rischia di lasciare senza mense le sedi universitarie e di fermare tutti i procedimenti di assistenza agli studenti, che necessitano di indirizzo politico.

Da sempre l’Adsu aquilano è stato il ‘figlio di un Dio minore’, bistrattato e abbandonato a se stesso. Ma mai come questa volta l’abbandono rischia di far pagare un prezzo troppo alto agli studenti dell’ateneo del capoluogo.

Il servizio mensa deve essere riassegnato con una gara che non è stata ancora espletata e una delibera del Consiglio regionale ha recentemente modificato la destinazione dei fondi Adsu per prorogare il servizio di 4 mesi al gestore uscente. Quest’ultimo, però, non vuole assicurare il servizio perchè ritiene il corrispettivo economicamente non remunerativo.

In assenza dei vertici Adsu, 4 mesi a poco serviranno, soprattutto nelle more dell’espletamento della gara europea per l’affidamento del servcizio mensa.

Francesco D’Ascanio è, ormai, fuori dai giochi come ex presidente dell’Adsu, dopo la scadenza del regime di prorogatio, durato, appunto, 180 giorni dall’elezione della giunta D’Alfonso.

Il Consiglio d’amministrazione, che non è stato ancora eletto da Comune, Università e Regione, e che è un organo di indirizzo politico.

E’ lecito chiedersi, dunque, se gli uffici possano assumere decisioni sulla mensa senza l’avallo di un nuovo consiglio di amministrazione e perchè i problemi dell’azienda dell’ateneo aquilano non risultino all’ordine del giorno di Regione, Università e Comune di L’Aquila.

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