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Cagnano Amiterno: «Circi sacrificato come capro espiatorio»

«E’ trascorso un anno da quando i consiglieri di minoranza del comune di Cagnano Amiterno comunicarono agli organi di stampa che l’amministrazione con a capo il sindaco Donato Circi non dava più risposte ai bisogni dei cittadini di Cagnano. Di questa situazione ha sempre avuto coscienza il sindaco, visto che in data 18 dicembre 2013, senza informare i cittadini ma solo la sua giunta e il segretario comunale, presentò ufficialmente le dimissioni dalla carica di sindaco, poi revocate in data 3/01/2014 così come notificato a tutti i consiglieri solo nel giorno di sabato 4 gennaio 2014. Tuttavia nulla di questo trapelò agli organi di stampa, se non con l’articolo dei sottoscritti consiglieri di minoranza all’inizio dell’anno 2014. Forse perché l’atto di dimissioni di allora da parte del sindaco costituiva di fatto un avvertimento/ricatto verso la propria maggioranza e noi non lo sapevamo». A sottolinearlo, attraverso una nota, sono i consiglieri di minoranza Iside Di Martino e Berardino Romano della lista Amministrare Bene e Fulvio D’Alessandro della lista Uniti per Cagnano.

«Nel mese di dicembre 2014 – si legge ancora nella nota – i consiglieri di minoranza hanno riscontrato un’assenza del sindaco dagli uffici comunali, pensando che ciò fosse dovuto a problemi di salute del sindaco, al quale comunque vanno gli auguri più sinceri di veloce guarigione, perché, comunque vadano le cose, la salute rimane il bene più importante in assoluto, anche rispetto all’esercizio del potere. Certo la sua maggioranza, che mai ha manifestato in Consiglio un comportamento di non condivisione dell’attività amministrativa del sindaco, oggi lo ha licenziato a pochi mesi dalle prossime elezioni amministrative. Lui, Donato Circi, che sempre ha difeso la sua posizione di maschio che sa gestire il potere e che conosce le strategie politiche da quando negli anni 70 è diventato consigliere comunale, è stato licenziato dalla sua stessa maggioranza, per la prima volta nella storia politica della Valle dell’Alto Aterno e della regione Abruzzo. Ciò dimostra come l’amministrazione uscente non abbia vinto per un programma di governo condiviso da tutti gli aderenti alla lista ‘Cagnano nel Cuore’ ma solo per il personalismo di Donato Circi, che era solito definirsi “un sindaco con le palle”, creato e distrutto dagli stessi consiglieri di maggioranza e di fatto licenziato con le dimissioni irrevocabili dei soli 7 consiglieri di maggioranza nel giorno del 5 gennaio 2015, a dimostrazione che le palle, soprattutto dopo le feste, si possono riporre o buttare per poi acquistarne delle nuove, belle e trasparenti alle prossime feste».

«I consiglieri comunali Achille Manuel, Achille Domenico, Mitelli Alessia, Massimiani Antonello, Lattanzi Vittorio, Lattanzi Virgilio, Di Mario Luigi, dimettendosi dal ruolo di consiglieri di maggioranza – si legge ancora nella nota dei consiglieri di minoranza – non hanno rispettato il loro mandato e non hanno mantenuto le promesse fatte ai propri elettori. Oggi avrebbero il dovere di spiegare le ragioni del loro gesto che rimane unico nella storia dell’amministrazione locale del comune di Cagnano Amiterno. Infatti a causa del loro comportamento, per la prima volta, nel comune di Cagnano Amiterno arriverà un commissario straordinario, solitamente necessario per motivi gravi (mafia) o a seguito di mozioni di sfiducia verso il sindaco e presentate in consiglio come vorrebbe la politica e per reali e chiare motivazioni».

«Certo gli ultimi anni i cittadini di Cagnano non hanno avuto dei buoni servizi – aggiungono i consiglieri di minoranza – non hanno trovato un referente della maggioranza o uffici disponibili a risolvere i loro problemi, hanno pagato per la prima volta l’addizionale Irpef comunale, con la quale sono stati coperti i tanti contenziosi nel frattempo createsi nell’attività amministrativa in essere nel comune e di fatto a totale carico dei cittadini di Cagnano Amiterno. Tutti si chiedono allora che cosa abbia indotto i consiglieri di maggioranza a compiere un gesto del genere e perché non abbiano manifestato prima i dissapori verso il loro sindaco. Forse questi consiglieri vogliono ricandidarsi rinnegando il loro padre? La storia ci insegna che rinnegare il proprio padre significare rinnegare sé stessi, il proprio operato, il proprio mandato politico, e a questo punto quale futuro saranno in grado di proporre ai cittadini di Cagnano Amiterno»?

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