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Nasce ‘I Portici’, giornalino del liceo Cotugno

Nasce “I Portici”, il nuovo giornalino studentesco del Convitto Nazionale Domenico Cotugno dell’Aquila, che racchiude liceo classico, linguistico, delle scienze umane, economico-sociale e il più recente musicale, «al centro – spiegano gli studenti in una nota – di una recente e fruttuosa protesta mossa dalla necessità di nuovi spazi per il corretto svolgimento delle lezioni che caratterizzano l’istituto».

«”I Portici” – spiegano i promotori dell’iniziativa – nasce dall’esigenza di un gruppo di studenti della scuola di creare una piattaforma d’incontro, di dibattito e di creatività, dove gli studenti e le loro qualità, oltre che al bagaglio culturale appreso e perfezionato nel corso degli studi, possano trovare sbocco e concretizzarsi nella realtà. L’obiettivo principale della giovane redazione è quello di creare una coscienza collettiva all’interno della scuola, invitare a riflessioni e soprattutto a critiche, rafforzare l’unità di istituti così diversi attraverso la convergenza e collaborazione di neo giornalisti da ogni indirizzo e da quasi ogni anno».

«Vogliamo essere la voce dei giovani – spiegano ancora i promotori dell’iniziativa – di quelli che all’interno della città non vengono mai interpellati, poiché le loro opinioni “non contano”. Nonostante ciò, siamo stati attivi nel corso degli incontri dell’Ufficio della Partecipazione del Comune per la formazione dello statuto per la futura Consulta Comunale Giovanile e in svariati eventi della città, oltre che essere stati portavoce dell’occupazione del nostro istituto. Noi vogliamo uscire dalle barriere della scuola, affermarci come cittadini di una città che amiamo e che ci ostiniamo a credere ci appartenga. E a lei, al nostro amore per lei, dedichiamo i nostri sforzi, la nostra responsabilità, il nostro percorso. Siamo “I Portici” perché è il luogo che ci rappresenta ora come ci ha rappresentato nel passato, è il nostro habitat ed è il cuore pulsante della nostra città».

«Questo sogno – conclude la nota – non si sarebbe mai avverato senza l’aiuto della collaboratrice informatica della scuola, il sostegno dei professori che hanno creduto nell’idea e hanno preso insieme a noi questo impegno, la collaborazione con i rappresentanti d’istituto e l’appoggio della presidenza. Dedichiamo, inoltre, il nostro operato al ricordo di giovani che come noi avevano sogni, aspettative e grande amore per la vita e ai quali sono stati dedicati biblioteca, palestra e laboratorio linguistico della nostra scuola: Filippo Maria Bruno, Patrizia Fabaro e Maria Paola Parisse».

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