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Befana spericolata a Tagliacozzo, doni giù dal Campanile

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di Gioia Chiostri

Epifania spericolata ma sicura a Tagliacozzo. Giù dal campanile della Chiesa della Santissima Annunziata, calze colme di leccornie, coriandoli a festa, bolle di sapone piroettanti nell’aria freddolosa e quattro scalatori in versione ‘befana’. Il tutto, grazie al resistente supporto di un gioco di corde aree.

{{*ExtraImg_229033_ArtImgRight_300x223_}}L’estrosità bambina ha fatto tappa a Tagliacozzo. Nella città d’arte, ieri mattina, l’ingegnosità umana – imbragata con delle corde resistenti e protetta da caschi paraurti ad hoc – ha deciso di trasformare l’ultimo giorno natalizio di festa, l’Epifania che spazza via tutte le feste, in una sorta di incantesimo speziato da un’illusione ottica genuina.

{{*ExtraImg_229034_ArtImgRight_300x223_}}«Quella appena svolta, è stata la seconda edizione de ‘La Befana scende dal Campanile’. Una manifestazione fiorita da un bocciolo sociale e solidale, mirante a portare ai bimbi di Tagliacozzo, un motivo in più per sorridere e ai genitori un motivo in meno per tenerli chiusi in casa a giocare coi nuovi mostri della tecnologia. L’Epifania è la coda festiva di giorni di divertimento e spensieratezza generale memorabili e, molto spesso, viene presa sottogamba. Ebbene, noi del Nucleo Operativo Volontari della Protezione Civile tagliacozzana abbiamo deciso, di comune accordo con la Scuola di Scialpinismo ‘Rosa dei Venti’ locale e con la sempreverde disponibilità di Don Bruno, di rinvigorire un poco questo giorno sacro e spensierato assieme». Queste le abili e profonde parole del volontario Christian, da sempre grande animatore di eventi di questo genere e sostenitore di ogni azione mirata al progresso sociale e generale.

{{*ExtraImg_229035_ArtImgRight_300x223_}}Un bagno di folla indimenticabile ha accolto quattro esperti arrampicatori che, lungo un’altezza di 30 metri circa, si sono cimentati nella ‘discesa’ del Campanile, sfruttando appigli murari e corde ben avvinghiate ai loro corpi. Nel frattempo, bolle di sapone, coriandoli variopinti, risate, gridi divertiti e gli immancabili flash di smartphone sempre vigili, hanno creato un’atmosfera da show improvvisato. Tutti col naso all’insù per ammirare l’acrobazia dell’anno e bearsi di una magia certo diametralmente opposta ai voli pindarici dell’uomo in carriera moderno, che è andata a suonare il campanello dell’immaginazione, sopito ma non scomparso del tutto.

{{*ExtraImg_229036_ArtImgRight_300x223_}}«Fino a due anni fa, l’Epifania a Tagliacozzo veniva festeggiata attraverso la consegna di giocattoli in buono stato a quelle famiglie che, purtroppo, una spesa del genere non potevano affrontarla. Quest’anno, però – aggiunge Christian – abbiamo deciso di avere un approccio più diretto con i piccoli abitanti di Tagliacozzo. Abbiamo, al contempo, ritrovato la tradizione vecchio stile e divertito i più piccoli con giochi aerei da film d’azione. L’infanzia è una sfera di cristallo delicata: va trattata con cura e mai oppressa troppo, potrebbe rompersi e non aggiustarsi più».

{{*ExtraImg_228995_ArtImgRight_300x192_}}Un ‘volo’, quello dei quattro istruttori della scuola di Sci Alpinismo, che non ha avuto bisogno di scope o fatture varie, ma solo di tanto [i]self-control[/i] e dell’esperienza sportiva del [i]know-how[/i]. Le Forze Sociali, assieme, creano opportunità ed elargiscono sorrisi non chiedendo mai nulla indietro, se non un fievole battito di mani allegro e spontaneo. Perché calarsi giù dal campanile della città?

{{*ExtraImg_229037_ArtImgRight_300x223_}}«Lo scopo principale è stato, sicuramente, quello del divertimento. Portare un po’ di allegria a chi tornerà a lavorare e risvegliare un poco gli stupori bambini il più delle volte chiusi a chiave dentro di sé. E’ la seconda volta che noi della Scuola di Scialpinismo di Tagliacozzo ci prestiamo a dare dimostrazioni di questo tipo. Nulla di spaventosamente pericoloso: ci caliamo attraverso l’ausilio di una salda imbragatura lungo il profilo verticale del campanile (posto ad un’altezza di circa 30 metri dal suolo Ndr.) e gettiamo sulla folla in festa coriandoli e soffiamo via bolle di sapone». Così, Fabrizio Pietrosanti, direttore della Scuola di Scialpinismo tagliacozzana. «Noi – spiega – in qualità di soci del Nucleo Volontari della Protezione Civile, abbiamo sempre dato il nostro apporto a eventi o manifestazioni intrecciate col tessuto sociale. Questa manifestazione ci è particolarmente cara perché ha uno sfondo nobile: attraverso la vendita di biglietti di una ‘mini-lotteria’ cittadina andrà infatti ad essere finanziato il progetto del primo Furgone a servizio di persone con scarsa o nulla motilità della Marsica. Lo scorso anno, l’evento, nonostante sia stato realizzato in sordina, ebbe molto successo. Quest’anno, l’abbiamo riproposto in versione migliorata, con qualche piccola novità in più. Anche le mie figliole mi hanno visto scendere dal Campanile: il tutto è stato fatto con estrema sicurezza, ci tengo a dirlo. Noi amiamo le sfide, ma amiamo proteggere anche la vita, magari facendola prima divertire un po’».

{{*ExtraImg_228996_ArtImgRight_261x348_}}La discesa dei doni dal Campanile è una tradizione che, seppur recentissima, ha già dato prova di valere più di un fenomeno di moda momentaneo e di voler resistere a lungo, nel tempo. «Abbiamo deciso, quest’anno, di iniziare a distribuire i doni direttamente ai bimbi, grazie all’aiuto dei loro genitori che, preventivamente, ce li hanno portati in sede – spiega il volontario Christian – Noi li abbiamo impacchettati e fatti calare attraverso una calza sospesa in aria, recante la scritta ‘Tagliacozzo’, dalla cima del Campanile della Chiesa. Dall’anno scorso, la nostra ‘Befana’ è divenuta più agguerrita e spericolata ed ha deciso di sorprendere gli astanti con un gesto in pieno stile ‘mission impossibile’».

{{*ExtraImg_229038_ArtImgRight_300x223_}}Si sentiva, nel paese marsicano, l’esigenza di rendere la festa dell’Epifania una ricorrenza speciale, un appuntamento imperdibile per chi è di o abita solamente a Tagliacozzo, il tutto sotto la candida benedizione di Don Bruno, il parroco della città d’arte. «Non è mai banale – spiega ancora Fabrizio – discendere da un edificio di questo tipo. Abbiamo dovuto allestire una teleferica di sicurezza, abbiamo messo in sicurezza tutta la zona di arrivo e dovuto creare una sosta o comunque un punto di ancoraggio che fosse adeguato per il tipo di attività svolta. Abbiamo utilizzato, inoltre, del materiale certificato, lo stesso che viene, ovviamente, utilizzato nei nostri corsi ‘scolastici’».

{{*ExtraImg_229039_ArtImgRight_300x223_}}Dulcis in fundo, la straordinariamente bella Befana: una 26enne in gamba, col dono del volontariato nel sangue. Lei, che di nome fa Morena Romano – per gli amici MariaSole – ha accolto tutti i bimbi della città marsicana riempendo di doni e caramelle le piccole manine e augurato di fare i buoni con i rispettivi genitori, «anche se Natale è già passato».

{{*ExtraImg_229040_ArtImgRight_300x223_}}Obiettivo finale: il finanziamento della necessaria piattaforma per disabili e la sua successiva collocazione sul furgone ‘girovago’ marsicano. Nella giornata di ieri, grazie alla vendita dei biglietti, sono stati raccolti a favore di questa importante causa, 250 euro. La terza edizione si sta già bardando di novità assolute.

{{*ExtraImg_229041_ArtImgRight_300x223_}}«Il prossimo anno – annuncia Morena – conto di calare dal Campanile anche io. Lo stupore sul volto di questi bimbi innocenti e curiosi di ogni cosa, ripaga sempre di tutto. La lotteria ha visto la consegna ai vincitori di premi simpatici e poco materialisti, quale una colazione, una cena o una divertente partita a bowling da giocare con amici e parenti. Questa è la seconda volta che impersono la Befana: un’emozione unica. I bimbi mi hanno reso molto felice perché il sorriso dei loro piccoli occhi è, a volte, davvero l’unico sole che ti illumina l’intera giornata».

Le magie non avvengono solo nottetempo. Sotto stelle di cartapesta e al di sopra di occhi guardinghi e stupefatti, Tagliacozzo ha dato prova di saper fare bene e di sapersi far ricordare. L’unione di intenti, accomiatata da energie inossidabili quali quelle rivolte alla felicità di chi spera tanto ma ottiene poco, ha raggiunto un grande risultato ieri: quello di rallegrare la gioventù priva di bussole di oggi e raccogliere fondi per permettere a chi giovane non lo è più nei movimenti, di tornare ad esserlo grazie agli altri.

«E’ banale dirlo – conclude Christian – ma davvero si lavora giorno e notte solo per un sorriso. Non sono un tipo da slogan facili, ma la felicità personale viene e verrà sempre ingigantita dalla lente d’ingrandimento altrui. Se si fa del bene, il bene verrà a cercarci. Occorre solo attenderlo a braccia aperte e cuori spalancati».

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