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Univaq, nessun crollo degli iscritti

di Giovanni Baiocchetti

Al contrario di quanto tanti avevano profetizzato in seguito al ritorno delle tasse, il crollo delle iscrizioni all’Università dell’Aquila non c’è stato. Ad affermarlo è la rettrice dell’Ateneo, Paola Inverardi, raggiunta telefonicamente.

«Avevamo fatto delle analisi – ci dice – ed avevamo immaginato che il reinserimento delle tasse non avrebbe sortito effetti importanti. Forse, quella della perdita degli studenti, era più una paura nostra; effettivamente, le tasse si pagano in tutta Italia, quindi, banalmente, se uno studente vuole iscriversi all’università, mette già in conto il fatto di dover pagare. Tra l’altro, per quanto riguarda le immatricolazioni, il costo del nostro ateneo rimane pur sempre molto vantaggioso rispetto ad altri in Italia, per cui manteniamo la competitività. Per chi invece è già iscritto ed intende continuare, trasferirsi in un’altra università avrebbe un costo maggiore. La semplice analisi che abbiamo fatto – continua la rettrice – prevedeva una perdita di studenti che non erano realmente motivati a continuare; era un rischio che correvamo, ma siamo felici del fatto che non siano stati tanti».

Quanto ai numeri, il dato di questa mattina alle ore 9:00 è di 19.582 iscritti. «Il dato storico dello scorso anno – ci dice la Inverardi – era di 20.187 alla data del 16 dicembre»

Ma le iscrizioni sono in aumento, dal momento che si chiuderanno formalmente il 24 del mese. «Quando siamo andati in Consiglio Comunale, lo scorso 17 dicembre – dichiara ancora – il numero di iscritti era 19.401, quindi cresciamo giorno dopo giorno. Prevediamo grosso modo un aumento ulteriore del 10/15 % almeno. Ci consolideremo tranquillamente tra i 21 ed i 22 mila studenti».

Buone notizie anche sul fronte del servizio ristorazione. Le mense dell’ateneo aquilano, infatti, rischiavano di non riaprire dopo le festività natalizie, dal momento che il contratto con l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari era in scadenza il 31 dicembre ed un nuovo bando di gara per l’affidamento delle stesse non era stato emesso. Il problema consisteva essenzialmente in un ritardo nell’emettere il bando. La Regione, dunque, ha promosso una modifica alla legge che permette di mandare in proroga l’attuale contratto con l’ADSU di tre mesi, fino a marzo 2015 dunque. Questo lasso di tempo dovrebbe essere sufficiente per i tempi tecnici del bando di gara europeo per l’affidamento del servizio ristorazione per i prossimi anni. “Personalmente – conclude la rettrice – ritengo inaccettabile l’idea di togliere tale servizio, è evidente. Non si capisce perché siamo arrivati fino a questo punto senza prima aver agito in tempo utile affinché ciò non avvenisse”.

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