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Sport

Paganica Rugby, tutto in 80 minuti

80 minuti di gioco per sapere se (sportivamente parlando) sarà Inferno o Paradiso.

Si può riassumere così la gara (ultima della prima fase del campionato), che vedrà il XV del Paganica Rugby impegnato sull’ostico campo del Civitavecchia Centumcellae.

Sul campo di via del Casaletto Rosso, infatti, andrà in scena un vero e proprio spareggio che varrà contemporaneamente la salvezza e l’accesso alla Pool Promozione.

Ad oggi, le due squadre occupano rispettivamente il secondo e terzo posto della classifica, separate da una sola lunghezza (30 il Paganica, 29 la compagine laziale) ma dovranno giocoforza cercare di cogliere il risultato pieno dato che la diretta inseguitrice Union Tirreno (quarta a quota 28) avrà un impegno sulla carta assai agevole.

I gialloneri piombinesi, infatti, faranno visita al fanalino di coda Emergenti Cecina, battuto 31-3 proprio dal Paganica nella gara disputata allo “Iovenitti” domenica scorsa.

Quindi, quasi scontato il successo con bonus della truppa guidata da coach Bezzini.

Tornando alla gara del “Casaletto Rosso” ed analizzando il momento vissuto dalle due squadre, emergono differenze sostanziali.

Il Paganica, infatti, dalla ripresa del campionato ha inanellato un filotto di due successi consecutivi, sfatando peraltro altrettanti tabù.

Da un lato la vittoria esterna (prima dell’affermazione di Viterbo, il team di coach Sergio Rotellini in trasferta aveva vinto solo a Cecina lo scorso 26 ottobre), dall’altro il successo con bonus che, prima di domenica scorsa, i rossoneri avevano colto solo nel match di andata con i bianconeroverdi etruschi, finito 41-8.

Situazione più complessa, invece, sul fronte dei biancorossi civitavecchiesi: segnali poco incoraggianti (ferma restando la forza delle individualità a disposizione di coach Granatelli) sono arrivati dalle due partite disputate dopo la sosta.

Dapprima il risicato 17-7 con cui Boarato e compagni hanno espugnato Cecina, poi la sconfitta 21-10 al “Montano” con il Livorno 1931.

Uno stato di cose che, però, per il Paganica sarà tutto fuorché un vantaggio.

Il Civitavecchia, infatti, scenderà in campo con il dente doppiamente avvelenato sia in quanto vorrà dare la sterzata decisiva ad una stagione che, fino ad un certo punto, l’aveva vista dominatrice incontrastata, sia perché furono proprio i rossoneri guidati in campo da Stefano Ciampa ad imporre loro il primo stop in campionato (20-13 lo scorso 2 novembre).

Per compiere l’impresa, l’ennesima della stagione, il Paganica dovrà quindi scendere in campo con grandissima voglia e predisposizione al sacrificio, sapendo di dover lottare su ogni pallone e in ogni fase di gioco.

Ci saranno sicuramente momenti di sofferenza, e in quelle circostanze (oltre al tifo dei supporter che si stanno organizzando per seguire la trasferta) dovranno essere il “gruppo” e il “cuore” a fare la differenza.

Due concetti che il Paganica ha già dimostrato di avere impressi a fuoco nel suo DNA sportivo.

15 uomini (più quelli che subentreranno dalla panchina), 80 minuti, un pomeriggio di fango e sudore che alla fine possa condurre sulla strada verso la gloria.

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