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Tunisino ucciso, «Il carabiniere si è difeso»

Il brigadiere dalla cui pistola è partito il colpo che ha ucciso il tunisino 37enne, avrebbe agito per legittima difesa.

E’ quanto trapela dagli ambienti investigativi in questa prima fase della ricostruzione dell’accaduto. Infatti la traiettoria del colpo dimostrerebbe come il militare, nonostante la vittima gli si avvicinasse per dare fendenti con un coltellaccio da cucina, abbia sparato in direzione dei piedi per fare indietreggiare l’aggressore.

Accidentalmente però il proiettile ha raggiunto l’ aorta femorale.

Il militare sta bene ed attualmente si trova nella caserma di Alba Adriatica con il sostituto procuratore Davide Rosati e con i vertici dell’Arma provinciale e regionale.

Quanto alla droga, il primo sequestro è stato di circa 150 gr di eroina suddivisa in bustine da 5 gr termosigillate.

I carabinieri del reparto operativo di Teramo stanno ancora setacciando l’appartamento.

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