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Progetto Sae: «Montagna sicura e senza barriere»

Una montagna aperta e pienamente fruibile ai diversamente abili che guardi con la dovuta attenzione alla sicurezza. È il senso del progetto Sae (Sicurezza Ambiente Energia) presentato oggi a Pescara nel corso di una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli.

Il progetto prevede la realizzazione di un [i]software[/i] in grado di valutare il rischio di valanghe che consente di avviare le procedure di monitoraggio e controllo, fino alla chiusura delle piste interessate; carrozzelle innovative e tecnologiche, gestite attraverso un tablet, per permettere ai disabili di muoversi liberamente nelle aree montane; dispositivi di guida vocale per consentire agli ipovedenti di passeggiare in montagna; sistemi innovativi, procedure unificate e standard più elevati per quanto riguarda la sicurezza degli utenti.

Il progetto parte da Roccaraso per arrivare alle vette di tutta Europa, attraverso il progetto di ricerca. «E’ un progetto veramente innovativo – ha detto il vicepresidente Lolli – che vede la montagna abruzzese in prima linea, in Europa, sul fronte della sicurezza e della fruibilità. Per noi, come Governo regionale, che vogliamo avviare proprio sul comparto montagna una politica di sviluppo in grado di elevarla ad eccellenza turistica, iniziative del genere non possono che essere salutate con favore soprattutto perché confermano il messaggio innovativo che il turismo di montagna abruzzese ha sempre dato in campo nazionale. Non è secondario poi il fatto che tale progetto possa essere replicato in altri comprensori del nostro Appennino».

La ricerca, che delinea un modello innovativo replicabile ovunque, è stata realizzata da tre Pmi del comprensorio sciistico dell’Alto Sangro – Sifatt, Monte Pratello e Pizzalto – con due collaboratori specialistici, ovvero il consorzio Montagna Amica e la società Altevie, e con il supporto della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila.

Il progetto, andato avanti per più di due anni impegnando oltre 20 esperti, è stato finanziato con le risorse del Por Fesr Abruzzo 2007-2013 destinate al Polo di innovazione ed è costato 750mila euro.

Nell’ambito del progetto è stato elaborato anche un Piano di sicurezza attiva per la gestione del rischio valanghe: una carta di probabile localizzazione del rischio e un software specifico consentiranno di valutare, caso per caso, quando e dove le condizioni sono critiche, permettendo così di avviare le procedure di monitoraggio e controllo.

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