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Terza notte di protesta per Tomeo, Del Corvo chiarisce

Si preannuncia una terza notte di occupazione pacifica dei locali della Provincia dell’Aquila in compagnia anche dei tre figli per l’imprenditore vastese Massimo Tomeo, 57 anni, e sua moglie Anna.

Tomeo vanta crediti non pagati per 120mila euro per lavori eseguiti alla sede dell’ Istituto geometri di Sulmona. Il contenzioso va avanti da un paio di anni.

«Arriveranno anche i due nipotini. – annuncia l’imprenditore vastese che ha dato per certa la presenza dei figli Emilia, Roberta e Danilo di 35, 29 e 27 anni – Se non ci pagheranno saremo costretti a stare qui anche a Natale».

L’imprenditore afferma che sarebbe partita solo martedì scorso l’email che la Provincia avrebbe dovuto mandare ad Equitalia per chiudere la sua posizione, «perché nel frattempo non siamo riusciti a pagare l’Inps – dice – e l’Inail ha inviato la documentazione per la riscossione coatta».

«Questi signori – aggiunge l’imprenditore Tomeo, che poco ha rimandato a casa 12 persone che lavoravano nella sua impresa poiché da febbraio 2012, per debiti con gli istituti di previdenza, non gli è stato rilasciato il Durc – pensavano di umiliarmi, ma si sbagliano, a chi manca la dignità è ad altri e non a me».

I coniugi vastesi si alimentano al momento solo di liquidi (acqua e bevande calde del distributore automatico) «perché il nostro organismo – dicono – si rifiuta ora di ingerire cibo». Anche se possono muoversi liberamente negli uffici della Provincia dell’Aquila, sono controllati con turni regolari da due agenti della polizia provinciale.

DEL CORVO: «DA TOMEO MEZZE VERITA’» – «Sono di meno i soldi dovuti e c’è più tempo per provvedere a saldare le spettanze dell’ imprenditore vastese Massimo Tomeo, da 3 giorni accampato nella sede della Provincia dell’Aquila».

Lo afferma in una nota il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, specificando che «tutto è avvenuto da parte degli uffici della Provincia con estrema celerità e massimo impegno, ottemperando a quanto disposto provvisoriamente dal giudice». Il presidente fa presente che «parte dei documenti necessari all’ attivazione della procedura di liquidazione è arrivata dagli enti previdenziali solo il 16 dicembre mentre il signor Tomeo solo il 15 ha provveduto a fare le comunicazioni di sua spettanza».

«La Provincia, il giorno stesso, ha predisposto tutti gli adempimenti, completando l’iter normativo previsto e oggi, si è in attesa della verifica da parte di Equitalia di eventuali debiti tributari e/o previdenziali – prosegue Del Corvo – la somma assegnata provvisoriamente dal giudice è di circa 67 mila euro come sorte capitale e non 120 mila, come Tomeo continua a dichiarare».

L’amministratore rivendica anche che «il termine per adempiere a quanto previsto dal giudice è di 120 giorni dalla notifica, mentre la Provincia dell’Aquila si è attivata immediatamente per giungere il prima possibile alla risoluzione della vicenda» e l’ente, comunque, «non può derogare in alcun modo».

Inoltre, Del Corvo ribadisce che «Tomeo, non è stato per nulla trattato in malo modo, come afferma». Insomma, «Tomeo continua a soggiornare presso la vice presidenza notte e giorno, pur sapendo che l’amministrazione ha provveduto a ogni adempimento e che si è in attesa della risposta dalla società di riscossione dei tributi, dalla quale non è possibile derogare e nemmeno effettuare pagamenti in acconto. Intanto, agenti di polizia provinciale sono impegnati h24 a vigilare sulle condizioni di Tomeo e di sua moglie, sempre disponibili per qualsiasi sua necessità. L’intera amministrazione è cosciente del problema umano e sta cercando di fornire ogni tipo di assistenza», conclude il presidente della Provincia dell’Aquila.

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