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Crollo del Trabocco dannunziano, indagato il sindaco

Nuovo capitolo nell’inchiesta frentana per il crollo a luglio scorso, sotto impietose raffiche di vento, del ‘Trabocco di Turchino’, macchina da pesca risalente alla seconda metà dell’Ottocento – più volte restaurata e citata in un suo romanzo da Gabriele D’Annunzio.

Nel fascicolo d’indagine della Procura di Lanciano, inizialmente contro ignoti, è ora indagato il sindaco, Rocco Catenaro – eletto nel 2012 con una lista civica riconducibile al centrodestra -, per presunto reato ambientale, legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, oltre al presunto reato dell’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni.

L’informazione di garanzia è contestuale alle perquisizioni disposte dal procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, nell’ufficio tecnico del Comune di S.Vito, per l’acquisizione di tutti gli atti amministrativi relativi all’indagine. La Procura intende accertare se ci siano stati ritardi sulle opere di manutenzione del trabocco, prima che si decidesse la sua totale ricostruzione, per un costo di oltre 120 mila euro, di cui 40 mila finanziati dalla Regione Abruzzo e il rimanente a opera di sponsorizzazioni da parte di due aziende teramane, la Elio Di Blasio Fireworks e la Euromobili. Sul crollo del trabocco il procuratore Menditto aveva anche disposto una perizia tecnica che accertasse le cause. Dopo il crollo, la Capitaneria di Porto di Ortona aveva acquisito alcuni atti in fotocopia.

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